Il maxi-sistema che gestisce il business del randagismo in Abruzzo vacilla sotto i colpi della magistratura. L’Associazione “Tutela Diritti Animali ETS”, tramite il suo Presidente Gabriele Bettoschi, ha depositato una dettagliata denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Avezzano e la Procura Regionale della Corte dei Conti, che vede indagato nominativamente il Segretario Comunale di San Vincenzo Valle Roveto, il Dott. Francesco Del Pinto. Le ipotesi di reato formulate vanno dall’omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.) al concorso in truffa e frode in pubbliche forniture, oltre al reato di danno erariale.
Il “caso pilota” di San Vincenzo Valle Roveto nasce dalla stessa nota ufficiale con cui il dirigente ha respinto la diffida dell’associazione, rifiutando di sospendere in autotutela i pagamenti pubblici alla società COMAR FARM CASALINE S.r.l., che gestisce il canile-rifugio di Collelongo. Una struttura che il Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo ha già formalmente certificato essere priva di titoli autorizzativi all’esercizio del servizio.
IL “VALORE CONFESSORIO” DELLA LETTERA DEL SEGRETARIO
«Non abbiamo semplicemente replicato a un burocrate – dichiara il Presidente di Tutela Diritti Animali ETS, Gabriele Bettoschi –. Abbiamo preso la sua lettera difensiva e l’abbiamo consegnata ai magistrati come vero e proprio corpo del reato.
Il Segretario, pur di difendere a oltranza la convenzione con un gestore abusivo, ha messo nero su bianco l’esplicita volontà di ignorare i verbali di audit e gli atti ispettivi della Regione Abruzzo, liquidandoli come “deduzioni non verificabili”. Un macroscopico autogol istruttorio che per noi dimostra il dolo intenzionale. Ora chiediamo l’intervento immediato del Prefetto dell’Aquila per ripristinare la legalità in tutti i Comuni della provincia».
IL CASO PILOTA E IL BLITZ LEGISLATIVO SVENTATO
L’azione legale mira a scardinare una ragnatela di silenzi istituzionali che andava avanti da anni tra la ASL 1 e gli uffici locali. I controlli regionali sono scattati solo dopo le pressanti e ripetute diffide dell’Associazione.
Il potere di penetrazione della Comar Farm Casaline S.r.l. sul territorio era tale da aver quasi consentito uno scandaloso “blitz legislativo” alla Regione Abruzzo, volto a modificare la legge sul randagismo per sanare la propria posizione. Il tentativo è stato sventato grazie alla dura opposizione dell’associazione e al decisivo intervento del Consigliere Regionale Massimo Verrecchia, che – ignaro promotore della prima ora – ha firmato la contromodifica per ristabilire la legalità.
L’ombra dello scandalo si allarga ora all’intero monopolio della ditta COMAR FARM CASALINE SRL a Collelongo, che negli anni ha ottenuto la gestione di:
- Piscina comunale;
- Ostello del paese (con il progetto di trasformarlo in un hotel a 5 stelle);
- Info Point del Parco Nazionale d’Abruzzo;
- Canile sanitario e l’appalto per l’accalappiamento cani nell’intera provincia di L’Aquila.
ULTIMATUM A 44 COMUNI: MODELLO CASTELVECCHIO O PROCURA
L’associazione ha deciso di aggirare l’inerzia degli organi locali colpendo singolarmente le 45 convenzioni autonome che i vari Comuni mantengono attive con il canile abusivo. Per gli altri 44 sindaci e responsabili finanziari la linea di confine da oggi è netta:
- Seguire il modello di rigore del Comune di Castelvecchio Subequo, che ha già congelato i mandati di pagamento e avviato l’annullamento d’ufficio dell’affidamento.
- Continuare a liquidare denaro pubblico, esponendosi al concreto rischio di finire iscritti uno a uno nel registro degli indagati per illeciti penali e danno erariale
RICHIESTA DI SEQUESTRO E RISCHIO AMIANTO
Nell’atto depositato, l’Associazione ha sollecitato al Pubblico Ministero la richiesta urgente di Sequestro Preventivo (ex art. 321 c.p.p.) dell’intero complesso immobiliare adibito a canile nel territorio di Collelongo . La struttura, già finita al centro di interrogazioni parlamentari e di un’inchiesta della trasmissione di Rai 3 “Indovina chi viene a cena”, presenta inoltre un grave rischio ambientale e sanitario legato alla presenza di amianto degradato sopra i box degli animali. È stata infine intimata alla ASL 1 l’applicazione immediata delle sanzioni vincolanti previste dall’art. 25 della Legge Regionale n. 47/2013 proprio per le convenzioni stipulati con un soggetto abusivo .



