Un giro d’affari stimato in
180-200 mila euro al mese, il monopolio della cocaina a Sulmona
e in Valle Peligna e il controllo del territorio imposto con
minacce, estorsioni e incendi. È il quadro ricostruito
nell’operazione ‘Metamorfosi’, con 20 misure cautelari eseguite
dalla Polizia il 3 novembre nelle province dell’Aquila, Teramo,
Bologna, Foggia e Napoli.
Al centro dell’inchiesta, avviata nel 2024 dalla Sisco
dell’Aquila e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia,
un uomo già condannato per associazione mafiosa, legato alla
criminalità siciliana.
Scontata la pena, si sarebbe stabilito a Sulmona, in
provincia dell’Aquila, alleandosi con un gruppo locale attivo
nello spaccio. I rifornimenti sarebbero stati garantiti da
accordi con un narcotrafficante albanese e un esponente di un
clan camorristico attivo a Secondigliano. Il gruppo avrebbe
diviso ruoli e profitti e imposto il controllo del mercato con
aggressioni, minacce armate, estorsioni e attentati incendiari
contro i rivali. Gli investigatori hanno documentato anche la
disponibilità di armi ed esplosivi destinati, secondo l’accusa,
a un attentato dinamitardo.
L’operazione, coordinata dallo Sco, ha coinvolto le Sisco di
Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Lecce, Napoli, Perugia, Roma
e Salerno, le Squadre mobili di nove province, i Reparti
prevenzione crimine di Foggia, Pescara, Perugia e Roma e le
unità cinofile di Pescara.
Tra le accuse, a vario titolo, traffico di stupefacenti,
estorsione, danneggiamento seguito da incendio, detenzione di
armi ed esplosivi, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento
fraudolento di valori, con l’aggravante del metodo mafioso.
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