AVEZZANO – Un terreno recuperato e restituito alla comunità si trasforma in un laboratorio di educazione ambientale, condivisione e valorizzazione delle tradizioni agricole. Ha preso ufficialmente il via, giovedì 5 novembre, in via Cerreto ad Avezzano, il progetto “Un orto condiviso per un’agricoltura ecosostenibile”, un’iniziativa che vede protagonisti gli studenti degli istituti Collodi-Marini e Serpieri, con il coinvolgimento del Liceo Artistico e di un gruppo di anziani che hanno promosso il recupero dell’area.
Un progetto che punta a costruire un ponte tra generazioni, mettendo insieme l’esperienza di chi ha dedicato una vita alla terra e la curiosità dei più giovani, chiamati a riscoprire il valore dell’agricoltura, della biodiversità e del rispetto per l’ambiente.
La prima semina si è svolta alle 9.30, quando studenti, insegnanti e anziani si sono ritrovati per mettere a dimora fave e piselli, dando concretamente inizio alle attività dell’orto.
Prima di arrivare a questo momento, il terreno è stato interessato da una serie di interventi di recupero e preparazione, dalla bonifica alla cippatura, fino alla concimazione con letame e all’aratura, che hanno permesso di rendere nuovamente coltivabile uno spazio precedentemente inutilizzato.
Alla giornata inaugurale hanno preso parte gli alunni della Collodi-Marini e dell’Istituto Serpieri, accompagnati dai rispettivi docenti, insieme ad Augusto Di Bastiano, promotore dell’iniziativa, Gino Milano dell’Orto Sociale, alla consigliera comunale di Avezzano Patrizia Gallese, alla professoressa Sandra Di Genova della Collodi-Marini e al professor Ruffino Sgammotta del Serpieri.
Presenti anche gli anziani Pasquale, Vincenzo, Nino, Sandro, Valerio e Ubaldo, che metteranno a disposizione degli studenti le proprie conoscenze e competenze nella gestione delle coltivazioni.
Saranno proprio gli anziani a predisporre il piano delle attività agricole, che verrà successivamente condiviso con gli insegnanti della Collodi-Marini per programmare la partecipazione degli alunni alle diverse fasi di semina, cura delle piante e raccolta dei prodotti.
L’obiettivo è trasformare l’orto in una vera e propria aula didattica all’aperto, dove l’apprendimento teorico possa essere accompagnato dall’esperienza diretta e dal contatto quotidiano con la natura.
Il programma prevede numerose attività che coinvolgeranno gli istituti scolastici secondo le rispettive competenze.
Gli studenti della Collodi-Marini realizzeranno schede tecniche dedicate agli ortaggi coltivati e alle erbe officinali, approfondendone caratteristiche, proprietà e modalità di coltivazione.
Particolarmente interessante sarà il lavoro di ricerca delle antiche varietà di frutta presenti nel quartiere, con l’obiettivo di recuperare e conservare un patrimonio agricolo che rischia progressivamente di scomparire.
Grazie alla collaborazione con l’Istituto Agrario Serpieri, i semi raccolti potranno essere fatti germinare nei laboratori scolastici. Dove non sarà possibile reperire i semi, in primavera si procederà con tecniche di innesto su piante selvatiche, utilizzando marze prelevate dagli alberi da frutto della zona.
Sempre con il contributo del Serpieri, il progetto prevede il ritorno alla coltivazione della vite, recuperando un’altra importante tradizione agricola del territorio marsicano.
Non mancherà uno spazio dedicato alla creatività. Gli studenti del Liceo Artistico saranno infatti coinvolti nella realizzazione di dipinti ad acquerello raffiguranti gli ortaggi di stagione, unendo l’espressione artistica all’osservazione della natura e dei suoi colori.
Ogni istituto elaborerà una specifica scheda delle attività da svolgere, contribuendo così alla costruzione di un percorso educativo condiviso.
La giornata del 5 novembre ha rappresentato anche l’occasione per valorizzare un altro importante spazio cittadino: l’Orto Sociale di via Cerreto, coltivato e curato dagli anziani.
Qui gli studenti hanno potuto utilizzare la nuova aula verde, uno spazio pensato per accogliere le scolaresche e consentire lo svolgimento di attività didattiche dedicate all’ambiente direttamente a contatto con la natura.
Le scuole che aderiranno alle iniziative potranno usufruire di un gazebo, tavoli e sedute, trasformando l’orto in un luogo di incontro e formazione accessibile alle diverse realtà scolastiche.
L’iniziativa di via Cerreto va oltre la semplice produzione di ortaggi. Il progetto intende favorire il dialogo intergenerazionale, recuperare conoscenze legate alla tradizione contadina e sensibilizzare i giovani sull’importanza di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente.
Gli anziani diventano custodi e trasmettitori di saperi, mentre gli studenti portano nuove competenze, entusiasmo e creatività.
Un’esperienza che restituisce valore a uno spazio urbano attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e delle scuole, dimostrando come anche un piccolo appezzamento di terreno possa diventare un luogo di crescita collettiva.
A via Cerreto, dunque, non sono stati piantati soltanto fave e piselli, ma anche i semi di una collaborazione destinata a svilupparsi nel tempo, tra educazione ambientale, memoria agricola e solidarietà tra generazioni.



