SCOVA LA BUCA ATTO III° AL CENTRO MEDICO PSICOPEDAGOGICO E RIABILITATIVO

di Germanico Patrelli

AVEZZANO –  È ormai diventato un gioco di abilità, consiste nel passare nel labirinto cittadino senza cadere in una delle buche nel percorso!

Naturalmente la nostra è una battuta, anche se ne troviamo sempre delle belle e profonde, di buche ovviamente e non di battute, ma torniamo a parlare dei vari dissesti cittadini.

Partiamo dal dire che se un cittadino intende aprire un’ attività commerciale il primo impegno che deve assumersi è il rendere fruibile a tutti i propri servizi, sia che si tratti di commercio al dettaglio, sia che si tratti di alimentazione, adeguando il locale con la possibilità di fare accedere all’interno dello stesso i disabili, abbattendo quelle che vengono chiamate barriere architettoniche seguendo delle regole ben precise dettate dalle leggi vigenti e per questo dovrà adeguare i servizi igienici o creandone degli appositi. Inoltre, l’ingresso deve essere dotato di  uno scivolo per l’accesso.

Dunque, queste regole sono uguali per tutti e la legge non ammette ignoranza.  Stessa cosa vale per gli uffici pubblici  e le strutture sanitarie, ma è qui che casca l’asino, o meglio il disabile, perché l’asino è colui che non facilita la vita ai più sfortunati di noi.

Recandosi al Centro Polio comunemente cosi chiamato, ma la tabella lo chiama  “Centro Medico Psicopedagogico e Riabilitativo” ci si imbatte già all’ingresso del cancello nel primo ostacolo: un dosso fatto di asfalto e buche, ma il disabile di buona volontà e con la sedia a rotelle con gomme da trial ce la farà.

ingresso cancello

Superato il cancello, si trova davanti alla rampa d’ingresso, ma anche qui con una buona dose di volontà e tanta forza alle braccia riuscirà a superare anche questo ostacolo.

ingresso rampa

Proseguendo ed imboccando la rampa vera e propria con la prima chicane (doppia curva a S spesso creata artificialmente sui circuiti automobilistici allo scopo di provocare la riduzione della velocità) ci si trova davanti al primo cratere. Riuscendo a dribblare il pericolo,

inizio rampa

ci si ritrova sul rettilineo, dando una sterzata e affrontando la salita impervia ci ritroviamo davanti alla zona nord lunare, dove la situazione è veramente pericolosa per chi si trova su una sedia a rotelle: oltre a fare la gincana, infatti, è anche probabile che si rimanga bloccati all’interno di una delle numerose buche o crateri.

fine rampa

Finalmente il nostro eroe riesce ad arrivare davanti alla porta d’ingresso e può ritenersi fortunato se non è caduto durante il suo “Camel Trophy”.

Ora, noi ci domandiamo: ma se la legge che tutela i disabili è cosi ferrea da non permettere l’apertura di una attività commerciale, perché loro sono i primi a non dare l’esempio  facilitando l’ingresso nelle proprie strutture ormai nell’abbandono più totale?

Ma questa città non si fa mancare nulla, quindi ormai per noi è diventata normale amministrazione segnalare e ri-segnalare continui disservizi, e resteremo sempre qui, pronti a dare voce a tutte quelle persone che ci daranno notizia delle loro difficoltà nel vivere la nostra amata Avezzano e per il vero bene della città urleremo sempre più forte, finché non avremo un’ amministrazione efficiente e valida sotto tutti i punti di vista.