NELLA PINETA DI AVEZZANO: “PROCESSIONARIA” E “FORASACCO” NEL MIRINO DELL’ASSESSORE PRESUTTI

di Ferdinando Mercuri

AVEZZANO – Trappole ai ferormoni e sfalcio delle erbacce. Il primo intervento per combattere la “processionaria”: il secondo per eliminare le piante di “forasacco” le cui spighe sono insidiosissime per i cani.

L’assessore all’Ambiente, Crescenzo Presutti, punta decisamente a rendere usufruibile alle persone e ai cani il polmone verde a nord della città costituito dalla pineta. E precisa che: «La ditta che ha l’incarico di gestire anche la Pineta ha garantito che lunedì 4 giugno, al più tardi martedì 5, procederà allo sfalcio e all’eliminazione dei forasacchi, iniziando proprio dall’area dedicata ai cani».

Una risposta perentoria da parte dell’assessore all’Ambiente, dopo le numerose segnalazioni di quanti, giornalmente, frequentato la Pineta. Lo stesso Presutti ribadisce che: «In questi giorni non è stato possibile intervenire alla Pineta perché stiamo lavorando sul Castello Orsini, dove un’area è stata interdetta al pubblico, in quanto gli alberi all’interno, non curati da anni, sono diventati pericolosi. Nella Pineta siamo già intervenuti sulla processionaria, dove negli anni passati, soprattutto in questo periodo, la situazione era davvero molto critica».

In totale, tra il Parco Periurbano e la Pineta sono strati rimossi circa 750 nidi. Ma sicuramente il grosso problema della presenza di nidi di processionaria riguarda la pineta del Salviano. E qui l’intervento diventa molto più complesso, visto l’estensione della superfice interessata dagli alberi. Comunque va detto che anche sul Salviano sono stati fatti alcuni interventi di asportazione dei nidi, nella fascia adiacente la strada.

Noi, sommessamente, vogliamo ricordare i tanti servizi giornalistici pubblicati sulla allora pagina del “Tempo Marsica”, quando, a più riprese, si consigliava l’uso delle trappole ai ferormoni. Queste avrebbero potuto di certo contenere la processionaria e, nel contempo, monitorarla per eventuali interventi mirati. Perché, e lo sottolinea ora l’assessore Presutti: «Pensare di poter bonificare tutta la riserva è impossibile, a meno che non si scelga l’utilizzo di canadair per diffondere insetticidi biologici a base di Bacillus thuringiensis kurstaki. Come è facile immaginare, considerato quanto è popolata questa zona, questa ipotesi, non è minimamente percorribile».

Forse si è voluto riferire al Canadair per far capire la vastità della zona, e non certamente perché il potente aereo possa essere impiegato a tale scopo: ci sono mezzi molto più leggeri, capaci di diffondere in maniera omogena il trattamento. Trappole ai ferormoni che verranno rese efficaci alla Pineta a nord della città, nei prossimi giorni, visto che il periodo migliore è proprio il mese di giugno, come molti studi di entomologia lo stanno a confermare. Si tratta di un intervento “Bio”.

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