EMERGENZA NEI PAESI DELLA VALLE PER LA CHIUSURA DEL PONTE SUL GIOVENCO

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di Ferdinando Mercuri

ORTONA DEI MARSI –La chiusura del ponte sul fiume Giovenco, nel tratto della Provinciale 17 Pna, ha messo letteralmente in ginocchio l’intera Valle del Giovenco, i cui paesi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in pratica, sono rimasti tagliati fuori dal resto del territorio protetto. Anche se il servizio di trasporto pubblico di “Tua” sta facendo i salti mortali per assicurare il collegamento con il resto della Marsica Fucense. Ma è l’interna economia “agonizzante”, perché gli operatori puntavano al quel minimo di “ossigeno”, che proveniva dal turismo estivo e che ora è compromesso. E poi c’è il grosso problema dei tanti pendolari, da e per Pescasseroli, costretti a fare giri estenuanti, che superano anche i cento chilometri, per recarsi e ritornare dai luoghi di lavoro.

Una situazione a dir poco drammatica, evidenziata anche nel corso di un incontro che si è svolto, ieri pomeriggio (lunedì 18) nel municipio di Ortona dei Marsi, in una sala consiliare stracolma di gente. Vi hanno preso parte, i sindaci di: Bisegna, Ortona dei Marsi e Pescasseroli (direttamente interessati al problema) supportati anche dal sindaco di Pescina e dal vice sindaco di Gioia dei Marsi. C’era il presidente del Parco con alcuni tecnici; per la Provincia l’assessore Scamolla e per la Regione l’assessore Berardinetti e il consigliere Di Nicola. Scamolla, per l’ente direttamente interessato alla viabilità, la Provincia dell’Aquila, ha assicurato la volontà e l’impegno, in tempi brevi, del ripristino della viabilità (entro l’autunno) che può avvenire con il puntellamento del ponte sul Giovenco oppure, addirittura con la costruzione di un ponte parallelo. Ma questo, ovviamente, non può essere cantierato dall’oggi al domani, visto che bisogna ancora fare tutti gli accertamenti di natura “geologica” e “statica”, del fondo e della struttura del ponte.

Piena disponibilità è venuta dai rappresentati regionali: Berardinetti e Di Nicola, mentre lo stesso presidente del Parco, Carrara, in merito a soluzione alternative, si è detto disponibile ad istituire un tavolo di lavoro, ma su proposte concrete.  Il responsabile Capo dell’Unità di produzione di Tua, Marfisi è stato molto esplicito, manifestando la piena volontà di far proseguire il piano alternativo avviato (con servizio navette), ma che alla ripresa dell’anno scolastico, con i mezzi a disposizione, non si potranno chiedere miracoli se la transitabilità del ponte sul Giovenco dovesse restare “ off-limits” o parzialmente percorribile da mezzi di portata inferiore a quelli in dotazione a Tua.

Insomma, per il ponte su Fiume Giovenco (fatto crollare dalle mine dei tedeschi in ritirata e ricostruito nel 46 con perdite di vite umane nella “la strage del 26 marzo del 1946”: 7 giovani dilaniati da una mina anticarro e molti altri rimasti mutilati), sembra esserci la volontà di ripristinarlo. Quando…non è facile prevederlo!

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