LA NOTTE DELLA REPUBBLICA, 40 ANNI DOPO: DUE APPUNTAMENTI PER RICORDARE LE FIGURE DI ALDO MORO E PEPPINO IMPASTATO.

di Roberta Placida

CAPISTRELLO – Il Circolo PD di Capistrello e il Pd Provinciale organizzano “La notte della Repubblica, 40 anni dopo”, due appuntamenti per ricordare Aldo Moro e Peppino Impastato, uccisi il 9 maggio 1978.

Il primo incontro, che si terrà sabato, 30 giugno p.v., alle ore 17,30 presso la Sala Ottaviani a Capistrello, riguarderà la figura e il pensiero di Peppino Impastato, ucciso barbaramente dalla mafia la notte del 9 maggio 1978. A quarant’anni dalla sua tragica scomparsa sarà una occasione di confronto, insieme a Giovanni Impastato, fratello di Peppino, e all’ex senatore Vaccari (componente della Commissione Antimafia dal 2013 al 2016), sui temi legati alla resistenza al fenomeno della criminalità organizzata.
Chi era Peppino Impastato? Un giovane onesto, pulito, coraggioso, ucciso a 30 anni perché aveva detto “NO!” alla mafia, mettendosi addirittura contro il padre che era legato agli ambienti mafiosi. Peppino non aveva paura di parlare e denunciare, di sbeffeggiare e ridicolizzare i capi mafiosi, ma cercava di abbattere i muri di omertà e impunità eretti a protezione della criminalità organizzata. Ma per questo ha pagato con la vita. Un fulgido esempio di animo forte e di spina dorsale dritta. Un esempio che, nella società attuale in cui ci si vende addirittura per meno di un piatto di lenticchie, dovrebbe far riflettere e innescare un profondo esame di coscienza per approdare ad una nuova consapevolezza del proprio ruolo in questo mondo.

Lo hanno messo a tacere, ma il suo è un silenzio che ancora dice molte cose, come dice suo fratello Giovanni: “i mafiosi hanno commesso un errore”, perché “mettendolo a tacere, hanno amplificato la sua voce. E non è solo questione di quanto si fa sentire: è questione di qualità del messaggio, perché se è la vittima a parlare, tutti tacciono, perché la sua autorevolezza è indiscutibile”. E per Giovanni i mafiosi fecero un altro errore: “l’avessero lasciato parlare, magari a lungo andare si sarebbe ripetuto e avrebbe stancato. Magari avrebbe perso la testa e avrebbe esagerato, si sarebbe smascherato, sarebbe caduto lui, nel ridicolo. Invece così ha per sempre ragione, ha per sempre voce in capitolo. E gli altri ad ascoltare”.

Gli organizzatori dell’incontro, Alessandro Croce, segretario del PD di Capistrello e Francesco Piacente, segretario provinciale, auspicano una massiccia partecipazione: «La Tua presenza all’evento – dicono – è particolarmente gradita ed anzi Ti chiediamo di estendere l’invito a tutti i tuoi conoscenti. Ancora di più in questo momento storico in cui si rischia che anche le Istituzioni si lascino lusingare dalla tentazione di girare la testa altrove, siamo chiamati a una doverosa presa di coscienza e a riaffermare con forza l’esigenza di non tacere dinanzi a questi fenomeni anche mediante la testimonianza diretta di chi li ha combattuti in prima linea pagando, per ciò solo, a caro prezzo. Ti aspettiamo».