INCENDIO NELL’AREA DELLA BARACCA DEGLI IMMIGRATI IN VIA TOSCANA AD AVEZZANO. UN ROGO E TANTI INTERROGATIVI

di Germanico Patrelli e Pierluigi Palladini

AVEZZANO – Una mezz’ora di fiamme, quanto bastato ai Vigili del Fuoco di Avezzano per spegnere l’incendio, è stata sufficiente per spazzare via il prato davanti alla baracca rifugio, in via Toscana di Avezzano nell’area dell’ex casa di riposo San Giuseppe a Borgo Pineta, utilizzata da gruppi di immigrati e sbandati senza dimora.

Il rogo si è sviluppato improvvisamente ieri alle 12 circa e sul posto, allertati da residenti e passanti, sono arrivati i Vigili del Fuoco di Avezzano per spegnere le fiamme che minacciavano di dirigersi, anche a causa del vento, verso le vicinissime abitazioni e strutture commerciali. Sul posto, però, ci eravamo anche noi e le foto e i video che pubblichiamo ne sono la testimonianza. Nonostante tutto, però, abbiamo atteso per pubblicare, tanto è vero che ieri non lo abbiamo fatto, in attesa di avere notizie dalle autorità competenti circa la natura e le ipotesi su questo episodio.

Sulle prime nessuna risposta poi qualcuno ci ha persino detto che non risultava, e a quel punto ci siamo resi disponibili a fornire le prove fotografiche, e poi che si era trattato di una cosa di routine.

Beh, stamattina, visto che qualche organo di stampa ha pubblicato la notizia affermando di aver avuto assicurazioni, non si sa bene da chi, che era stata esclusa qualsiasi ipotesi di dolo, abbiamo deciso di pubblicare tutto e di dire pure la nostra. Come sempre, come nostra abitudine e, per qualcuno, brutto vizio.

Le fiamme si sono sviluppate da quel sito, che doveva essere bonificato e reso inutilizzabile per i bivacchi notturni e agli altri utilizzi spesso illegali, ma di certo per bonifica immaginiamo non si intendesse dire il Metodo Nerone. Tanto è vero che nel sito c’era una gran quantità di plastica e altri materiali che col fuoco avrebbero potuto creare problemi ai residenti. Certo la derattizzazione è stata efficace, visto che numerosi sono stati i ratti che hanno tentato inutilmente  di mettersi in salvo. Allora, esclusa una bonifica originale e una autocombustione di buste di plastica, stracci e cartacce, resta in piedi l’ipotesi colposa, la solita sigaretta, visto che il dolo sarebbe stato, il condizionale è d’obbligo, già escluso. Noi attendiamo chiarimenti ufficiali. Nell’attesa vi mettiamo a disposizione foto e video e dite la vostra.

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