AGOSTO INFERNALE PER LA PISTA CICLABILE. TERZO KNOCKOUT IN POCHI GIORNI ED È ANCORA POLEMICA

foto di repertorio

di Germanico Patrelli

AVEZZANO –  Ancora un incidente in prossimità di Piazza Risorgimento quando, qualche sera fa, un’anziana avezzanese è caduta finendo al pronto soccorso, dopo aver assistito alla manifestazione svolta nella piazza, si incamminava verso casa ed inciampava nel cordolo maledetto della pista ciclabile riportando una frattura del polso.

A farne le spese questa volta una signora di 83 anni L.D.S. accompagnata subito al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano dove è stata sottoposta alle cure del caso.

Sicuramente qualcuno dirà “insegnate a quella gente come attraversare la strada” oppure “la colpa è delle persone che non sanno attraversare”, fatto sta che dall’inizio dei lavori è il terzo incidente che avviene, due persone cadute e una bici che impatta un’ auto all’incrocio, e questo tipo di barriera diventa pericolosa per una popolazione anziana  che voglia fruire anche del centro cittadino.

A questo punto, forse, questa amministrazione dovrebbe quantomeno rendersi conto della pericolosità di questa pista in centro e aggiustarne il tiro. In fondo sono solo pochi bulloni da sfilare e cambiare tragitto non sarebbe una cattiva idea, rimettendo tutti d’accordo. Ma è una veduta troppo lungimirante per aspettarsela, d’altronde se ci fosse stata lungimiranza la ciclabile non sarebbe dov’è.

I lavori in corso a Piazza Torlonia, poi, modificheranno anche l’assetto del mercato che ad oggi viene svolto lungo la parte dove sta per essere istallato il proseguimento della pista ciclabile di via Marconi e che andrà a ricongiungersi con via Roma. Su quest’altra importante arteria della città, intanto, è in atto lo smantellamento dei cigli e l’eliminazione dei parcheggi, fatti realizzare dal buon Sindaco Spallone, per poi ricongiungersi a quella di via Marruvio che arriva… in senso contrario.

Abbiamo analizzato con degli esperti la fluidità, come previsto dalla legge sull’attuazione delle piste ciclabili , e il risultato è stato che questa pista non ha né capo e né coda.

Ma noi aspettiamo la festa di fine estate, una festa per conclamare l’estate vuota e insignificante di Avezzano, un’estate fatta di cantieri, e critiche, certo, critiche anche alle altre città che sanno festeggiare i propri patroni, dando loro la possibilità di schernire gli avezzanesi ricordando che alla Pietraquaria nemmeno le luminarie si sono viste.

Un contentino che forse non basterà a spegnere i riflettori su questi 15 mesi di attività distruttiva per la nostra città. Un’estate che ha visto a luglio regalare 17mila euro agli installatori dei Jersey per poi tornare alle classiche transenne, tolte e messe dalla Polizia Locale, che ancora aspetta la regolarizzazione dei contratti con i servizi della tanto acclamata “Città Sicura”.

Una cosa è certa, questo sindaco lascerà un segno in questa città, negativo sicuramente, e forse anche un record, come la peggiore amministrazione degli ultimi 30 anni. Oltre alle promesse disattese in campagna elettorale ed i ribaltoni per la corsa alle poltrone che hanno regalato fino ad oggi la maggioranza a questa giunta.

Fortuna che la Suprema Corte della Cassazione ancora ci regala qualche gioia, con la sentenza 317 depositata il 9 Gennaio 2017, come riportato anche dal quotidiano La Stampa: «Se un sindaco non mantiene le promesse è lecito insultarlo» spiegando che «al mancato adempimento delle promesse elettorali nonché all’avere omesso di dichiarare pubblicamente il proprio ripensamento su di un tema cosi tradendo le promesse elettorali» è riconosciuto il diritto di critica politica. Noi, però,  non ci abbassiamo a questi livelli e manteniamo un decoroso riportare le notizie cosi come sono.

In conclusione facciamo presente che a nulla è valso minacciare noi e i nostri colleghi di querela, per aver riportato sempre e comunque i fatti, cosi come si sono svolti, perché per noi della stampa, e soprattutto di MarsicaWeb, la verità è sacrosanta. I nostri lettori avranno sempre e solo una versione dei fatti, quella reale. Quindi una minaccia di meno e più fatti produttivi per la nostra città, ma soprattutto basta con i vuoti proclami, che vengano dalla maggioranza o dall’opposizione, perché la gente è stanca. Se, poi, proprio non se ne può fare a meno, che si lasci liberi gli avezzanesi di tornare ad elezioni il prima possibile. Non per altri fini, ma per il bene della città. Quello vero.