TANGREDI (FIM-CISL): «OLICAR ATTENTA ALLA FORMA E NON ALLA SOSTANZA. I LAVORATORI OPERANO IN TOTALE INSICUREZZA»

AVEZZANO – È notorio che in Italia, e dalle nostre parti ancor di più, il detto popolare “Sopra il cotto l’acqua bollente” abbia sempre maggiori dimostrazioni empiriche. Uno dei casi emblematici è quello dei lavoratori della Olicar che svolgono compiti di manutenzione tecnica e di riparazioni in tutti gli ospedali della provincia dell’Aquila, e ovviamente, se non principalmente, in ciò che resta di quelli marsicani. Detti dipendenti, 82 per la precisione, oltre ad avere una grossa incertezza sul loro futuro, sono in attesa che si rifaccia il bando e la Olicar è in Concordato, e pur vantando una serie di spettanze arretrate, si sono sentiti rimproverare dai dirigenti della loro azienda l’utilizzo dei permessi sindacali.

Occorre sottolineare che costoro sono anche in attesa degli stipendi di luglio, di quello del mese e di una serie di altri arretrati che tardano ad arrivare. Di conseguenza appare normale che fra assemblee, incontri e trattative, siano stati parecchi gli appuntamenti di carattere sindacale che si sono succeduti in questo periodo. Non foss’altro che per salvare il salvabile.

Sulla questione, quindi, è intervenuto il Segretario provinciale della Fim-Cisl, Antonello Tangredi, che rappresenta i lavoratori Olicar, mettendo in evidenza proprio come la dirigenza aziendale sia molto precisa nel mettere in evidenza qualcosa che non gli torni, ma poco precisa invece, sostiene Tangredi, nel rispondere alle esigenze e ai quesiti posti da lavoratori, Rsu e sindacati.

Antonello Tangredi segretario provinciale Fim-Cisl

«Le ho stigmatizzato il fatto che fosse così attenta a certe “cosette” – scrive Tangredi alla dirigenza Olicar in riferimento alla vicenda -, i permessi sindacali, appunto e, non si preoccupasse, in qualità di Responsabile delle Risorse Umane, di questioni SERIE, quali, ad esempio, la sicurezza, gli stipendi ecc. Ebbene, nelle foto allegate (che pubblichiamo anche noi in fondo), è evidente lo stato della IN-SICUREZZA nella quale operano i dipendenti Olicar nella mia Provincia: ZERO!!!! Sarebbero state sufficienti – continua Tangredi – , in un Paese normale, le segnalazioni fatte prima a Voi e poi alla Magistratura competente (oltre che alla Asl), circa le condizioni di non sicurezza a cui la Olicar espone i dipendenti, per rescindere illo tempore, il contratto che vi lega a questa Asl. Il mio ruolo/compito, è quello di tutelare (cosa che, evidentemente Olicar non fa !!) tutti i lavoratori, a prescindere dal colore della maglietta/tuta che indossano. Invio i migliori riguardi, non prima di aver ricordato che, gli 82 lavoratori impiegati c/o la Asl n.1 Az-Su-Aq, vantano nei confronti del Loro datore di lavoro – conclude amaramente Tangredi – , lo stipendio di luglio u.s. (probabilmente ancora la quota contributi Inps relativi alla 14ma mensilità – fino a giovedì scorso era così), il versamento al Fondo di Previdenza Complementare – delle quote trattenute e non versate -, ecc. ecc.».

Qualche giorno fa, rivolgendoci all’assessore all’Ambiente del Comune di Avezzano, dopo la sua esternazione in trasferta a Celano, ricordavamo il passaggio evangelico della pagliuzza e della trave. Per non tediare i nostri lettori, questa volta prendiamo in prestito un breve testo di Fedro, noto come Le Due Bisacce: “Peras imposuit Iuppiter nobis duas: propriis repletam vitiis post tergum dedit, alienis ante pectus suspendit gravem. Hac re videre nostra mala non possumus; alii simul delinquunt, censores sumus” che tradotto vuol dire: “A noi Giove ha imposto due bisacce; pose dietro la schiena quella piena dei propri vizi; davanti collocò quella piena degli altrui. Per questo non possiamo vedere le nostre cattive azioni. Quando invece gli altri fanno del male, noi siamo censori”.

Sembra proprio che la saggezza del passato torni puntualmente e frequentemente di attualità.

P.L.P.