56 LAVORATORI LFOUNDRY A CASA. LA VERSIONE DELL’AZIENDA: «NON LICENZIATI. CONTRATTI SCADUTI»

AVEZZANO – Vicenda dei 56 dipendenti LFoundry lasciati a casa, o meglio “Fermati”, interviene l’azienda che, in un lungo comunicato, chiarisce che si tratta di contratti scaduti (e non rinnovati? ndr) e non di licenziamenti. Ma la dirigenza LFoundry se la prende anche con chi, in questi giorni, ha stigmatizzato forma, contenuti e, nel caso di Massimo Verrecchia, anche qualche dissonanza con annunci fatti, un anno fa, alla popolazione in coro con l’attuale sindaco di Avezzano, all’epoca solo candidato sindaco. In attesa che si facciano i nomi e i cognomi, tanto per essere chiari con i lettori e con i cittadini, vi offriamo la lettura del documento integrale inviatoci dalla dirigenza LFoundry di Avezzano:

«Periodicamente assistiamo a prese di posizione nei confronti dell’azienda LFoundry tra le più disparate. Qualche anno fa, in piena crisi aziendale, mentre una multinazionale decideva di vendere il nostro stabilimento, vi erano persone o soggetti che andavano sui giornali per esprimere giudizi aspramente negativi e vi erano, invece, persone che, magari in maniera riservata, si attivavano per fornire un reale supporto. Grazie a queste persone oggi, cinque anni dopo, continuiamo a dare lavoro su questo territorio.

Lo stabilimento LFoundry

Oggi siamo in presenza di una nuova ondata di prese di posizione nei confronti dell’azienda. Non vogliamo entrare in queste schermaglie che riteniamo molto strumentali soprattutto da parte di chi conosce bene le regole che sotto-intendono alle varie forme di lavoro oggi consentite dalla legislazione nazionale. Intanto l’azienda opera nel contesto legislativo vigente (che, ovviamente, deve anche rispettare). Su tale panorama l’azienda si organizza al meglio per garantire la competitività sul mercato globale poiché, essa sola, garantisce la stabilità di presenza sul territorio nel tempo e quindi la capacità di fornire lavoro, come noi stiamo facendo da quasi 30 anni. Più in generale, pensiamo che lo sviluppo dell’occupazione passi prima di tutto attraverso la capacità di attrarre nel territorio nuova impresa, in quanto è impensabile che una sola azienda o poche aziende possano risolvere la questione occupazionale di un intero territorio.

Tornando a LFoundry, questa è un’azienda che tutt’oggi dà lavoro a 1500 dipendenti a cui si aggiungono alcune centinaia di persone di “indotto”. Tra queste vi sono parecchie decine di persone che trovano lavoro, in via temporanea, grazie al fatto che riusciamo ad avere più commesse. Le persone chiamate a svolgere questa parte di attività, nel rispetto della normativa vigente, sono dipendenti di soggetti che fanno questo di mestiere, le Agenzie per il Lavoro. È avvenuto che dei contratti siano scaduti e quindi non ha alcun fondamento parlare di “licenziamenti”. Inoltre, sarebbe opportuno che quando si narra una storia, la si narrasse in maniera completa: l’Agenzia per il Lavoro ha correttamente spiegato, anche per via telefonica, alle 27 persone interessate quanto stava succedendo, sempre sulla base della normativa ora vigente.

La nostra capacità di continuare a garantire lavoro, in un settore che oggi in Europa e in particolare in Italia mostra gap competitivi importanti rispetto ad altre aree geografiche, deriva da una capacità di reazione ai fattori esterni che fino ad oggi abbiamo avuto anche grazie a quegli interlocutori che si sono posti e si pongono in maniera propositiva e con i quali vorremmo lavorare per riuscire a scrivere anno dopo anno il nostro futuro».