FIERA DI SANTO STEFANO AD AVEZZANO. PIANO SICUREZZA? PARLIAMONE

AVEZZANO – La fiera di Santo Stefano è archiviata. Favorita dal bel tempo, si parla di una discreta affluenza, seppur vi sia stato un calo di banchi da renderla in numero pari ad un mercato del sabato, più o meno. Graziata quindi dal tempo, non si risparmia l’umana critica, ovviamente a fine costruttivo di qualche dettaglio emerso visitando l’evento.

Infatti, la sicurezza è molto cara all’amministrazione di Avezzano. Ed è anche giusto, mai lesinare sulla pelle dei cittadini. Detto ciò, il dispiegamento di denari lascia aperta qualche critica da osservatore.

Innanzitutto, la carenza di planimetrie risulta essere uno scivolone non da poco, sia a livello organizzativo che di sicurezza. Infatti, ad essa sono poi collegati piani di sicurezza per la fuga in caso di problemi, punti di ritrovo e presenza delle ambulanze disposte per l’evento. Non pervenute. E purtroppo caos chiama caos. Collegata ad una non ben chiara disposizione delle via di fuga e delle vie di entrata ed uscita per mezzi di soccorso, si evidenzia il problema della disposizione delle barriere Jersey (anche chiamati New Jersey), ovvero i blocchi di cemento che servirebbero a delimitare e mettere in sicurezza un evento pubblico. Usiamo il condizionale non a caso, poiché ieri la sicurezza anti-terrorismo sembrava affidata alla speranza che gli attentatori non sappiano ben guidare una macchina. Infatti, le barriere NewJersey dispiegate non bloccavano minimamente la possibile entrata di un veicolo di un mal intenzionato. E, siccome suddette barriere non risultavano presidiate da forze dell’ordine (tranne in un caso, su via Albense), metterle o non metterle avrebbe più o meno lo stesso risultato, specie con un numero così elevato di aperture disponibili, ovvero il 90% delle barriere Jersey, evitabili con un mezzo civile.

Difatti, la copertura stradale totale la si è avuta soltanto con l’utilizzo di mezzi “alternativi”, che hanno attirato anche la “curiosità” del pubblico e molte foto. Parliamo infatti di: 1 camioncino della raccolta rifiuti (spazzini), 1 trattore normale ed 1 trattore spargi-sale, 1 piattaforma autocarrata, una ruspa (in clima di governo), un furgoncino della polizia locale, 7 innesti pubblicitari fra vele e trotter e 2 mezzi per la raccolta rifiuti (Tekneko), solo non si vedono i due liocorni, verrebbe da dire.

Inoltre, risulta deficitario anche l’impegno della polizia locale, che non dà seguito al roboante comunicato del Comune, rilasciato in data 24/12, dove si predisponeva la rimozione (sottolineato per di più) delle macchine nelle zone vietate. Invece le macchine vi sono puntualmente parcheggiate a ridosso delle barriere, ostruendo così totalmente il passaggio tra di esse ed alcune hanno preso la multa. Ma di rimozione non vi è stata l’ombra. In più si evidenziano anche macchine dentro la zona delimitata dalle suddette barriere. Non è ben chiaro se fossero lì dalla mattina o se si siano insinuate dopo tra le pieghe troppo vaste delle barriere Jersey. Di sicuro, una disattenzione c’è stata tra coloro che dovevano controllare.

Visto il giusto dispiegamento di soldi da parte dell’amministrazione (€16.656,00 da delibera), è lecito aspettarsi un piano di sicurezza più dettagliato e, soprattutto, comunicato meglio agli avventori?

Una prima valutazione ci arriva dall’ex assessore all’ambiente della giunta Di Pangrazio, Roberto Verdecchia: « Buona la giornata meteorologicamente parlando, buona la partecipazione dei visitatori, ottima la partecipazione della protezione civile, pessima l’immagine sulla sicurezza e della città se si pensa ad una spesa di 16.000 euro utilizzata per la locazione dei new jersey posizionati in modo non consono e su varchi che per molte ore non sono stati controllati. Pessima l’immagine della città dove la sicurezza era garantita da mezzi destinati ad altro (trattori, ruspe mezzi pubblicitari e quant’altro) frutto del pressappochismo e dell’insofferenza per l’evento. Il tutto però in pieno centro, quindi se si può fare una fiera (seppur ridotta), perché non riportare il mercato al suo luogo naturale?».

E dato che siamo in vena di domande: seppur con qualche criticità riportata precedentemente, la giornata è risultata tutto sommato positiva. Non potrebbe attuarsi lo stesso schema per il mercato settimanale? Si risolverebbe al contempo il problema della non-centralità della nuova locazione e si rispetterebbero le norme sulla sicurezza che hanno causato lo spostamento del mercato dalla precedente sede (si presume). E, ciliegina sulla torta, la nostra amata pista ciclabile non verrebbe intaccata e non correrebbe il rischio di venir danneggiata. Tutti contenti insomma. Ora starà all’amministrazione valutare la nostra proposta (e magari migliorarla, dove possibile). Certi di avere la giusta attenzione, attendiamo risposta.