“SANT’ANDONO VE’ PE LA VIA”. STORIA DEL CULTO DI SANT’ANTONIO ABATE A MAGLIANO DEI MARSI

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MAGLIANO DEI MARSI – La figura del Santo e Anacoreta Antonio è tra le più conosciute e venerate della storia del cristianesimo. Una figura di santo che entra nelle diverse tradizioni popolari italiane e non solo: riti legati al fuoco, agli animali ma anche ad una forte solidarietà tra gli uomini. In questo articolo parleremo dei riti e delle vicende legate al culto di Sant’Antonio Abate a Magliano dei Marsi e lo faremo tramite un documento antico concesso proprio a MarsicaWeb dal professor Rodolfo Tavani-Aloysi la memoria storica del paese.

Nel documento, che risale all’inizio dell’800, si possono leggere delle notizie sorprendenti ma anche degli avvenimenti che possono provocarci qualche risata. Emergono parecchi dettagli che ci mostrano anche il cuore generoso dei maglianesi. Ma ora lasciamo parlare il documento:

“[…] La Compagnia del SS. Sacramento di detto luogo (Magliano dei Marsi) per legato nel giorno di Venerdì Santo, e nel giorno di 17 gennaio in ogni anno per ogni casa distribuisce una Palatella di pane in circa tre libbre ed al cappellano della chiesa di sant’Antonio nove pagnottelle con una pizza con qualche altra ricognizione. […] Nel venerdì santo del 1802 fu fatta la solita distribuzione del pane da Luigi Tavani, Bernardino De Simone ed altro compagno, procuratori della riferita Compagnia del SS.mo, dà quali non furono date nove pagnottelle con la pizza […] con la pretenzione spettare detta ricognizione al sacerdote don Domenico Tavani per il nome del cappellano […] Nell’altra distribuzione di detto pane il 17 gennaio del 1803, fatta da’medesimi procuratori, consegnarono alla casa Pozzi come a tutte le altre case la solita porzione del pane, e pagnotte tre per il canonico, il quale trovandosi in sua casa stimandosi novamente defraudato come nel Venerdì Santo, uscì di casa e disse a’ Procuratori: – Perché mi levate il pane che mi spetta come me lo levaste il Venerdì Santo, avendo io servita la chiesa di S. Antonio?- Risposero che nel Venerdì Santo fu dato al signor don Domenico Tavani, ed ora si è dato distributivamente a tutti i signori canonici, pagnottelle tre, avendo ricevuto l’ordine che si soddisfino e Messe per turnum. A questa risposta il signor canonico Pozzi disse: Se non me lo date voi, me le prendo io!- e si inviò verso la salma del pane, e prendendolo Luigi Tavani uno dè procuratori per impedire la presa, con una mano prese detto canonico nella parte sinistra, e con l’altra mano gli la pose in testa; cadde il detto pane per terra e restò calpestato dal Tavani.”

L’attuale chiesa di Sant’Antonio adibita a luogo privato

Nel documento sopraccitato emergono, oltre l’ilarità della storia, alcuni punti interessanti: la presenza di una chiesa e la distribuzione del pane. La chiesa dedicata al santo egiziano sorgeva lungo via Petronilla Paolini (il noto giro di Tornoterra) accanto all’antico municipio del paese e ad un ospedale dedito a ricovero per malati, anziani e pellegrini. Su tale edificio religioso abbiamo scarse notizie, sappiamo solo che era gestito dalla Confraternita del Santissimo Sacramento – tutt’ora esistente-  retto da alcuni canonici e che, al suo interno, aveva una pregiata statua lignea della Madonna Addolorata tutt’ora misteriosamente scomparsa. Anche la distribuzione del pane, se pur modernamente mutata, è rimasta.

Magliano celebra la solennità di Sant’Antonio Abate il 17 di gennaio, giorno della sua nascita in Cielo, ed è uno dei paesi marsicani che lo celebra per ultimo. Dopo la celebrazione della Santa Messa viene portata in spalla una pregevole statua lignea del santo lungo via Petronilla Paolini. Conclusasi la processione il parroco del paese benedice il fuoco, gli animali ed il pane che viene consegnato al popolo e da qualche anno, il locale gruppo alpini prepara un succulento piatto di ceci. Come ultimo atto della celebrazione di Sant’Antonio Abate vengono presi dei pezzi di legna del fuoco benedetto che vengono portati a casa, quasi ad essere un feticcio che pur non essendo oggetti di un culto diretto possiederebbero delle proprietà salvifiche.

«Il solo fatto – scrive Sant’Atanasio nella sua Vita di Sant’Antonio- di ricordarmi di Antonio è in effetti un grande guadagno anche per me. So bene che anche voi, quando ne avrete sentito parlare, proverete ammirazione per quell’uomo e desidererete imitarne l’intento».