MAGLIANO DEI MARSI – La storia di un popolo è legata indissolubilmente alle proprie credenze e tradizioni. In questo articolo vorremo oggi illustrarvi sia la storia del culto di San Biagio a Magliano, sia gli eventi ad esso legati. Per prima cosa bisogna affermare che la solennità dedicata al vescovo Biagio possiede dei risvolti dolci, perché oltre la visuale religiosa, lo si celebra con un dolce tipico del paese: “il Chiortano”.

La festa del santo martire armeno Biagio, che si celebra il 3 febbraio, è una ricorrenza che per la comunità di Magliano si perde nella notte dei tempi. Le fonti storiche ci dicono che poco distante dal centro abitato, lungo la via che porta a Rieti, sorgeva una cappellania dedicata a San Biagio. La zona dove sorgeva la cappellania venne e viene tutt’ora definita “Santo Bbiaso”: un luogo ahimè disabitato e caduto in rovina. Purtroppo non siamo in possesso delle informazioni riguardanti la fondazione di tale chiesa, sappiamo però, grazie al resoconto di una visita pastorale del vescovo dei Marsi che la chiesa era splendida sia per l’aspetto artistico e sia per l’arredo liturgico con la presenza di un maestoso crocifisso ligneo del ‘700.

i “Chiortani de Santo Bbiaso”

Però nel febbraio del 1861 successe un fatto davvero eclatante. Un manipolo di mercenari del regno delle due Sicilie che da Rieti si stavano dirigendo verso Napoli passarono per di lì e la saccheggiarono. L’Abate della cappellania, tale Domenico Tavani, prese le reliquie del santo – che sono accompagnate da una bolla di autenticità, posta qui sotto in foto- i chiortani e la benedizione della gola e la trasferì nella cappellania dedicata ai santi Giovanni Battista e Carlo nel cuore di Magliano.

Documento di certificazione dell’autenticità delle reliquie di San Biagio (Archivio Tavani-Aloysi)

Il terremoto del 13 gennaio 1915 danneggiò la chiesa, che successivamente venne convertita in cinema, ma non toccò la tradizione dei chiortani. In poche parole i chiortani non sono altro che delle ciambelle oppure dei panetti di pasta morbida con semi di anice: la tradizione vuole che debbano essere prima benedetti e poi consumati. Ci sono due scuole di pensiero su come consumare i chiortani: la prima molto più dolce ovvero con la nutella oppure altro, la seconda è molto più casareccia e vede il chiortano abbinarsi con diversi salumi.

Nella mattinata di domenica 3 febbraio, la Pro Loco di Magliano dei Marsi, dopo la celebrazione della Solenne Messa di San Biagio e la benedizione della gola e dei chiortani li distribuirà accompagnati da un ottimo tè. A tale manifestazione, chiortani e tè verranno gentilmente offerti dalla Pro Loco di Magliano.