IL SINDACATO GIORNALISTI ABRUZZESI BACCHETTA L’ASSESSORE PRESUTTI: «NON CI SONO COLLEGHI “COSIDDETTI”»

AVEZZANO – L’ennesima esternazione via Facebook dell’assessore comunale all’ambiente, Crescenzo Presutti, provoca la reazione durissima del Sindacato Giornalisti Abruzzesi. Una nota ufficiale della Segreteria di Sga, infatti, stigmatizza giudizi a dir poco offensivi di Presutti nei confronti dei giornalisti e in particolare dei “pubblicisti”, giornalisti a tutti gli effetti che, ma forse Presutti questo non lo sa, troppo spesso formano l’ossatura delle redazioni di tutti i tipi.

La vicenda ha preso le mosse in mattinata quando l’assessore, irritato da alcuni articoli critici su alcune sue iniziative, ha pubblicato un post estremamente aggressivo nei confronti della nostra categoria. Pubblichiamo le foto del post di presutti come segue.

A fronte di queste dichiarazione, fatte da un rappresentante istituzionale, quindi non da un privato cittadino, il che non diminuirebbe la gravita dell’episodio, il Sindacato Giornalisti Abruzzesi, del quale è segretario Ezio Cerasi, ha diramato la nota che riportiamo integralmente:

«Non possiamo che esprimere soddisfazione per gran parte dell’esternazione sul ruolo dell’informazione che l’assessore al Comune di Avezzano Crescenzo Presutti ha deciso di affidare, come sua consuetudine, a Facebook. La necessità di regolamentare la giungla del web, tanto dal punto di vista della qualità del prodotto, quanto della regolarità delle posizioni lavorative, è una battaglia che nella vita reale e non sui social network, vede il Sindacato dei Giornalisti Abruzzesi, già schierato con fermezza.

EZIO CERASI SEGRETARIO SGA

Caro assessore, per sua corretta informazione, i pubblicisti non sono “cosiddetti”, ma giornalisti a tutti gli effetti, così come previsto da una legge dello Stato.

Una legge inattuale che ai giornalisti tutti non piace più, ma che i politici, e politico è anche lei, ostinatamente si rifiutano di riformare.

La stessa legge mette a disposizione di ogni cittadino, lei compreso, tutti gli strumenti per chiedere di sanzionare episodi di non corretto esercizio della professione da parte dei colleghi. Rispetto a questo, con i suoi consigli di disciplina e di fronte a contestazioni serie, l’Ordine dei Giornalisti non è assolutamente impotente.

Lo è, e lo sono tutti i giornalisti, rispetto a leoni da tastiera e fake news fatte circolare sui social, spesso con toni insultanti e persino da chi riveste cariche istituzionali.

L’accesso alla professione giornalistica, la lotta al precariato, il corretto impiego delle figure professionali nella pubblica amministrazione, sono temi su cui il sindacato si batte da decenni, ci piacerebbe che anche la politica cominciasse a mettere in campo con noi azioni positive senza avvitarsi su polemiche strumentali. – Pescara, 29 marzo 2019

Segreteria Sindacato Giornalisti Abruzzesi»

Due parole, però, le vogliamo aggiungere. Chi fa questa professione, la fa coscienziosamente, riportando fatti, cercando di dare una lettura di questi fatti libera e oggettiva, senza rispondere a padroni o potenti di alcun genere, sa benissimo di esporsi ad attacchi, critiche e anche a rischi in qualche caso anche molto seri. Ma lo fa perché c’è una passione: quella per la verità e della libertà di espressione. Si, caro assessore Presutti, la LIBERTÀ DI ESPRESSIONE, quella che poco meno di 70 anni fa è costata a questo Paese migliaia di morti, soprattutto giovani, per riportarla dove era stata brutalmente e violentemente cancellata. Questa è una libertà reciproca. I giornalisti la esercitano nel loro lavoro e le altre persone nel replicare e nel confrontarsi con i giornalisti. A nessuno, nemmeno a lei, però, è consentito di insultare e offendere persone che lavorano, che magari la pensano in modo diverso da lei e che hanno opinioni che contrastano con le sue. Se ha qualcosa da replicare lo faccia nei termini e nel modo più consono possibile, sia a livello di rispetto sia per la carica istituzionale che ricopre.

Caro Assessore, il moto di questo giornale è “L’INFORMAZIONE SERVE CHI È GOVERNATO, NON CHI GOVERNA!”. Non è stata scritta da terroristi o da chissà chi altri, ma è parte della sentenza della Corte Suprema Americana nella disputa fra Washington Post e Presidenza degli Stati Uniti nel Caso Pentagon Papers. Le consigliamo di vedere il film “The Post”per conoscere meglio la vicenda e apprezzare al meglio cosa significhi essere giornalisti. Noi, nel nostro piccolo, continueremo a fare il nostro lavoro come facciamo da sempre, come testata e individualmente. La verità, quando si è giornalisti, non ammette compromessi e/o cedimenti, anche esponendosi a rischi enormi perché la verità e la libertà, soprattutto, non hanno prezzo.