SCURCOLA MARSICANA. LE TRADIZIONI DEL VENERDÌ SANTO VISTE DAGLI OCCHI DI UN GIOVANE

SCURCOLA MARSICANA – La settimana santa racchiude al suo interno fede, pietà popolare e tradizioni millenarie che spesso vanno in contrasto con la modernità e soprattutto le nuove generazioni. Questo però non è il caso di Scurcola Marsicana. In occasione dei riti legati al venerdì santo, abbiamo chiesto al giovane maestro di musica Gianmarco Di Cosimo le sensazioni che un giovane prova nel rivivere la passione di Cristo.

«La Passione di Cristo – afferma Gianmarco Di Cosimo- che riviviamo nel venerdì santo, per un giovane di oggi diventa un dialogo generazionale. A partire dalla visita alle sette chiese del venerdì mattina fino al Calvario, solenne via crucis del venerdì sera. Il programma è denso di appuntamenti che in un connubio tra folklore e tradizioni riesce a trasmettere dei valori ai canti, rigorosamente trasmessi per via orale, di generazione in generazione».

In foto: momenti della Passione (foto di Gianmarco Di Cosimo)

Ricordiamo che i riti del venerdì santo, a Scurcola, iniziano la mattina con la visita alle sette chiese presenti nella comunità: segno tangibile del viaggio che Gesù fece per la salvezza del mondo. Successivamente le quattro confraternite presenti – SS. Trinità, SS. Sacramento, San Bernardino da Siena e Suffragio- dalle proprie sedi si dirigono in processione verso la chiesa della Trinità intonando il canto del Miserere. Bisogna dire che è una processione molto sentita dalla popolazione. Come per il giovedì santo, anche per il venerdì si celebra il “cenacolo” nelle sedi delle confraternite aperto ai membri delle suddette e non solo dove si consuma un piatto di spaghetti al sugo di tonno, baccalà, alici e broccoli. La giornata del Venerdì Santo si conclude con la cosiddetta “messa stracciata” ovvero l’azione liturgica del venerdì santo.