SEMAFORO DELLA PAURA. PRIMA SENTENZA DEL GIUDICE DI PACE. MULTE ANNULLATE. VIZIATO IL MODO DI AGIRE DELL’AMMINISTRAZIONE

AVEZZANO – Semaforo della Paura, prime multe annullate dal Giudice di Pace di Avezzano. Iniziata, in sostanza, l’estinzione dei… T-Red.

Con sentenza depositata il 31 maggio scorso, il Giudice di Pace di Avezzano ha emesso la prima decisione con la quale ha disposto l’annullamento dei verbali amministrativi, multe, a carico di un cittadino che era stato colto in presunta infrazione al semaforo di via XX Settembre e via dei Fiori.

Il Giudice, nell’analizzare la copiosa documentazione portata dal ricorrente, innanzitutto ha stabilito il principio che il ricorso era assolutamente ammissibile e, quindi, lo ha portato in trattazione. Nel procedimento che ne è seguito, quindi, il cittadino multato, uno dei 13mila avezzanesi e marsicani che in soli quattro mesi hanno avuto almeno una multa in quell’incrocio, una sorta di “Souvenire di Avezzano”, ha portato a sua discolpa foto e relazione su un video girato proprio dalla stessa attrezzatura. Ne sarebbe emerso che la striscia bianca di arresto, come sostenuto anche da noi all’inizio di questa assurda vicenda, era doppia e traeva in inganno. In secondo luogo, lo spostamento della linea bianca “seconda versione” di qualche metro indietro, senza mutare la temporizzazione dello scatto fra giallo e rosso, ha pressoché reso inevitabile incorrere nelle sanzioni. Insomma una vera trappola. Ma quello che più interessa è la motivazione di principio portata dal giudice in sentenza: «Una conferma di quanto testé affermato è, peraltro, data dalle immagini tratte dai video, ove si scorge che anche un’altra autovettura, a fianco a quella dell’odierno ricorrente, cade nello stesso errore.

Come pure la circostanza delle due infrazioni commesse in uno stesso giorno, costituiscono sintomatico indice di una disfunzionalità di quel meccanismo. E se la Pubblica Amministrazione deve conformare il proprio operato a quelli che sono i principi di buon andamento ed imparzialità che albergano nella nostra Costituzione, i quali impongono l’obbligo, per la P.A., di agire nel modo più adeguato e conveniente per il fine pubblico che è chiamata a perseguire, attraverso il migliore contemperamento possibile tra i vari interessi coinvolti ed il minor danno per i destinatari dell’azione amministrativa, non possono dirsi, nella fattispecie, rispettati
determinati canoni.

Di conseguenza, si ritiene di dover annullare i verbali impugnati dal ricorrente e condannare l’Ente resistente al pagamento delle spese del presente giudizio che non essendo parte ricorrente essere assistita da un legale, sono limitate al solo rimborso del contributo unificato.
P.Q.M. Il Giudice di Pace di Avezzano, definitivamente pronunciando nel procedimento n. 531/ 19 KG., ogni altra domanda, difesa ed eccezione disattesa o assorbita, così provvede:
– Annulla i verbali n. T1372 Reg. verbali 3017/2019 e T1494 Reg. verbali 3139/2019 del 26.02.2019 emessi dalla Polizia Locale del Comune di Avezzano;
— Condanna il Comune di Avezzano al rimborso in favore del ricorrente delle spese del contributo unificato, pari ad euro 43,00. – Avezzano, 31 maggio 2019».

Una lettrice, poi, ci ha segnalato una situazione pressoché identica e, peraltro, già a conoscenza della Polizia Locale. La nostra lettrice, S.P. dopo aver ricevuto la multa, e pagata, si è recata al comando della Locale per visionare il filmato… premio che aveva immortalato la sua infrazione. Sarebbe passata col rosso. Peccato che le immagini mostrassero tutt’altro, e il solo millimetrico superamento della linea bianca e sempre per lo scarso tempo a disposizione. Il recupero della somma versata? Come nei migliori casting: «Le faremo sapere».

In sostanza con quel modo di agire, il Comune di Avezzano ha pressoché violato il principio del buon andamento dell’Amministrazione per il fine pubblico e, di conseguenza, non ha fatto in modo che l’azione amministrativa fosse contemperata fra gli interessi coinvolti e il minor danno per chi riceve l’azione amministrativa, le multe vanno annullate senza alcuna incertezza. Un principio che farà precedente e che, quindi,indirizzerà praticamente tutti i futuri ricorsi.

Sulla vicenda è intervenuta anche la responsabile dell’Osservatorio Regionale della Legalità dell’Idv, Sabrina Nanni: «Chi risponderà dei danni e dei disagi causati ai cittadini? Molti cittadini sono rimasti senza punti sulla patente ed hanno difficoltà oggi ad andare a lavoro. Molti hanno la patente sospesa. La sentenza del giudice di pace di Avezzano-  conferma delle  battaglie che Sabrina Nanni,  responsabile dell’Osservatorio Regionale della Legalità Idv- dà forza alla battaglia che sto portando avanti da circa 2 mesi, mettendoci la  faccia.

Questa battaglia, che ho fatto e sto continuando a fare, era giusta e doverosa nei confronti dei cittadini ed il giudice lo ha certificato. Si ricorda che il semaforo via dei Fiori-via XX Settembre, in circa 4 mesi, ha rilevato circa 13.000 infrazioni, facendo collezionare ai cittadini che passano abitualmente per quel tratto, dalle circa 2 multe ad un massimo di circa 16 multe ad automobilista. La Politica  – sottolinea la Nanni – deve arrivare prima della Giustizia ed il Sindaco, a fronte delle proteste e del sollevamento popolare del problema, non doveva rimanere indifferente, inerte, insensibile alle esigenze dei cittadini che oggi, anche in questo periodo di criticità lavorativa, si sentono ancora più in difficoltà nell’affrontare ricorsi.

Oggi io mi chiedo che senso ha eleggere un sindaco, eleggere un Consiglio comunale se non ascoltano le esigenze dei cittadini? Non è un modo corretto di rappresentare le istanze ed i bisogni dei cittadini, che sono costretti a rivolgersi alla magistratura per tutelare i propri diritti. Io nel mio ruolo e nella mia persona, continuerò sempre ad essere vicina ai cittadini ed a fare battaglie di legalità ed a combattere ogni forma di abuso o forzatura delle pubbliche amministrazioni.

Alla luce di quanto sta emergendo, invito il sindaco ad assumere un provvedimento urgente, in autotutela, di revoca della decisione per riportare tranquillità nella comunità avezzanese e marsicana. Così come richiesto anche dai consiglieri di minoranza Giovanni Di Pangrazio, Francesco Eligi, Gianfranco Gallese, Domenico Di Berardino, Roberto Verdecchia, Cristian Carpineta e Mario Babbo, che hanno presentato una mozione per convocare il Consiglio Straordinario, per discutere del semaforo T-Red, nella qualità di Responsabile dell’Osservatorio della Legalità Idv – conclude la Nanni – , stavolta ho investito anche la Procura Generale c/o la Corte d’Appello dell’Aquila. Concludo chiedendo, ai cittadini interessati, di partecipare numerosi al Consiglio del giorno 8 giugno dedicato a questo tema visto che non sono problemi di partito ma che riguardano la città – Sabrina Nanni».

Noi, invece, ci chiediamo perché non ascoltare tempestivamente le segnalazioni fatte da questo giornale (primus NON inter pares a sollevare il caso), tratte dalle segnalazioni dei cittadini?

Perché non ascoltare i consiglieri dell’opposizione, tutti uomini maturi e normodotati, i quali, quasi due mesi fa, hanno chiesto un question-time e un Consiglio comunale apposito su questa vicenda senza ottenerlo?

Perché lasciare agire incontrollato uno strumento trasformatosi, in poche settimane, in una sorta di deterrente a venire ad Avezzano scatenando una sorte di psicosi collettiva in tanti automobilisti letteralmente terrorizzati dall’occhio elettronico?

Perché perseguire un atteggiamento di chiusura ed arrivare, adesso, a questo risultato che rischia anche di esporre il Comune di Avezzano a gravi conseguenze?

Come sempre, anche se sappiamo inutilmente, “En Attendant…”, mentre a voi, nostri affezionati lettori, lasciamo il piacere della lettura della sentenza in questione.