IL PUNTASPILLI – CERCO LA CITTÀ E NON SO COSA SIA… 3°

AVEZZANO – L’idea di “città” nasce con Uruk dei Caldei, nota come la “prima Città” ben descritta nel libro omonimo di Mario Liverani, la città-deposito con il palazzo reale, il vicino tempio e l’annesso magazzino delle derrate, non ci sono le abitazioni, a parte quella del re e dei sacerdoti, esse stanno fuori delle mura.

Per avere qualcosa di diverso, più composito occorre attendere Ur e poi Babilonia e ancora le Polis greche perché le città degli Achei non erano dissimili dalla più antica Uruk, ovvero il palazzo del re, il wanax, e intorno poche cose, con il magazzino comune entro la reggia del re. Tuttavia Uruk che sarebbe sopravvissuta fino al 3° secolo d. C. sarebbe mutata nel tempo divenendo un altro tipo di Città.
Per tornare alla Polis greca, possiamo prendere ad esempio la sistemazione urbanistica di Atene in epoca pericleica per avere una idea di ripartizione di diverse entità entro una città. Su quella base vediamo la mappa di Avezzano, anzi la sua ortofotocarta. Nelle due figure che seguono si può effettuare il confronto delle ripartizioni e delle diverse distribuzioni.

La Città di Atene

 

Ortofotocarta della Città di Avezzano

Credo che sulla base di questo confronto si potrebbe effettuare una analisi di quelle che potrebbero essere le modifiche che abbiano un qualche significato e significanza.

Infatti, se andiamo a vedere la mappa della Città con la sua viabilità principale, ci possiamo rendere conto che la pedonalizzazione del centro andrebbe effettuata mediante anche un rilievo della vocazione delle varie aree interessate, delle loro attuali destinazioni e della loro eventuale surrogabilità: così in genere procede un urbanista che sia conscio del fatto che la Città è un sistema composto da più sistemi sovrapposti, così come è per la foresta pluviale del Congo, ovvero, man mano che si scende con la quota si trovano sempre maggiori complessità.


Il P.R.G. quale strumento di regolamentazione dello sviluppo urbano dovrebbe tener conto di tutto ciò, ovvero essere uno strumento regolamentativo, previsionale e non essere una specie di studio di fattibilità.

Si favoleggia, ad esempio, circa il famoso anello Via Roma, Via XX Settembre, Via Montello, Via Monte Velino, ma forse occorrerebbe considerare che ciò che manca è un anello tangenziale per il traffico pesante ed una corretta utilizzazione dell’Interporto (per il trasporto multimodale) e della ferrovia che da questo porta alla Stazione di Piazza Matteotti, allo scalo merci ormai inutilizzato ed alla ferrovia del Fucino che un privato cittadino, che ne sarebbe il proprietario (forse perché ha comprato lo Zuccherificio – ma la ferrovia in questione serviva anche altri) non si sa bene perché ha chiuso…

Se uno guardasse anche queste cose si renderebbe conto di molte possibilità, cosa che faremo, successivamente, nel prossimo articolo.