RAPINA ALLA BANCA FUCINO DI CARSOLI. ARRESTATO UN GIOVANISSIMO NAPOLETANO

Denunciato anche un ragazzo di Giuliano di Campania. I fatti sono avvenuti il 31 ottobre 2018

TAGLIACOZZO – I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tagliacozzo, questa mattina, in Melito di Napoli, provincia di Napoli, unitamente all’Arma territorialmente competente, hanno data esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di C.N., 19 anni, del luogo. Il provvedimento, emesso dal Gip Anna Carla Mastelli del Tribunale di Avezzano su richiesta del Pm Maurizio Maria Cerrato, scaturisce all’esito delle indagini condotte dalla Compagnia di Tagliacozzo, a seguito della rapina ai danni dell’Istituto di Credito “Banca Fucino” di Carsoli avvenuta il 31 ottobre 2018.

La Capitano Silvia Gobbini

Grazie alla ricostruzione operata dagli inquirenti, a seguito della commissione del grave reato, attraverso l’escussione degli impiegati di banca, clienti presenti nell’Istituto al momento della rapina, all’attento esame delle immagini riprese dal circuito di videosorveglianza cittadina, nonché all’acquisizione di un’impronta palmare lasciata sul bancone della banca e di quella digitale catturata dal sistema di sicurezza biometrico installato nella porta-bussola, in stretta sinergia con l’Autorità Giudiziaria, è stato possibile edificare un quadro indiziario che ritiene il giovane napoletano responsabile della consumazione della rapina, con l’uso di un’arma da taglio, unitamente ad altri due giovani.

La misura cautelare degli arresti domiciliari, applicata nei confronti del giovane napoletano, va a sottolineare l’elevata pericolosità dello stesso, il quale ha posto in essere non un’attività delinquenziale occasionale, con l’elevato rischio di reiterazione di condotte delittuose della stessa indole; basti pensare che solo 9 giorni dopo la rapina a Carsoli, il ragazzo è stato arrestato in flagranza di reato per tentata rapina ai danni di altro istituto di credito in provincia di Latina. A questo si aggiunge la spregiudicatezza con la quale è “stata messa a segno” la rapina, avvalendosi di un’arma da taglio che veniva puntata, senza remore, al collo degli impiegati. Nel corso delle investigazioni sono emersi plurimi indizi di reità anche a carico di un secondo ragazzo, D.S. 28 di Giuliano in Campania, che è stato denunciato in stato di libertà.