F1: IN BRASILE, LA RED BULL METTE LE “ALI”

Gara “pazza” al gp di Interlagos

AVEZZANO – Descrivere quanto accaduto al gp del Brasile risulta quasi impossibile. Infatti, la sequenza di accadimenti, durante la corsa, lo ha reso forse uno dei gp più “pazzi” degli ultimi tempi. Viene da dire: bisogna solo vederlo.

Ma andiamo con ordine (o almeno ci proviamo).

Qualche scintilla in partenza (com’era prevedibile), con Verstappen che scatta subito avanti seguito da Hamilton e Vettel tutti più o meno ad un secondo di distacco tra loro. Fin qui nulla di strano. Inizia la solita danza dei pit-stop con le squadre che cercano di capire le soluzioni migliori da adottare in funzione del degrado della gomma, che risulta essere un po’ diverso da quanto previsto nel pre-gara. Cominciano ad alternarsi, quindi, le posizioni delle varie scuderie. I primi a cambiare sono Red Bull e Mercedes, con Vettel che diventa primo e resta a condurre la gara per alcuni giri. Nel frattempo c’è da dire che Leclerc, sull’ altra Ferrari, ha fatto una partenza da “missile stinger”: infatti ha guadagnato diverse posizioni ai primissimi giri e, al momento dei pit-stop si trova 4° con un buon passo gara, tant’è che, partito con gomme gialle, ritarda parecchio il cambio rispetto agli altri concorrenti, partiti con gomma rossa. Nel cambio gomme, Verstappen si ritrova dietro ad Hamilton e qui iniziano “le fiamme”. Verstappen punta il pilota Mercedes, lo incalza, e senza troppi complimenti lo infila di potenza, sul dritto, senza alcuna fatica. Parte subito alla caccia della Ferrari di Leclerc che ormai non ha più gomme e sia Red Bull che Mercedes lo passano con facilità. È arrivato il momento del cambio gomme Ferrari e le cose filano lisce. Le Rosse rientrano in pista ed iniziano i calcoli per la gestione delle gomme per arrivare a fine gara. Nel frattempo anche Bottas, l’altro pilota Mercedes, ha effettuato il cambio e si è posizionato dietro Leclerc. Da tenere presente che, intanto Albon, l’altro pilota Red Bull si trova in terza posizione non lontano da Hamilton che non riesce a scrollarselo di dosso.

Siamo verso fine gara ed inizia la fase infuocata. Bottas punta Leclerc, lo incalza e tenta più volte il sorpasso, ma nulla da fare: sulla parte guidata non è possibile sorpassare e sul dritto il motore Ferrari non lo prendi. Grande battaglia tra i due, ma alla fine la bancata destra del motore Mercedes di Bottas dice “kaputt” e al pilota non resta che parcheggiare e godersi il panorama a piedi fino ai box. Nelle prime posizioni, invece è accaduto un undercut tra Albon e Hamilton, in quanto quest’ultimo, effettuando una seconda sosta, si ritrova dietro ad Albon sulla seconda Red Bull. Si preannuncia all’ orizzonte una doppietta Red Bull veramente inaspettata per questa gara. I primi tre, quindi, sono molto vicini e si puntano a vicenda durante le ultime fasi del gp.

A 4 giri dal termine, Hamilton tenta l’assalto ad Albon per la seconda posizione e se le danno di santa ragione a colpi di centesimi per arrivare alla fine ma, la vera sorpresa, ovvero il pasticciaccio più grosso lo combinano i due ferraristi: un vero Harakiri. Vettel è davanti a Leclerc e cerca di andare a prendere i primi, mentre Leclerc sembra più veloce in virtù di una gomma più fresca. All’ improvviso Leclerc rifila una staccata secca a Vettel e lo passa come un falco cercando di andare a prendere i primi. Vettel non ci sta e alla curva successiva punta Leclerc come un felino e sul dritto gli restituisce il sorpasso di potenza, senza troppi complimenti. Qui arriva il botto. Vettel, probabilmente, calcola male la manovra di rientro e la sua posteriore sinistra si stampa contro l’anteriore destra di Leclerc. Risultato: rottura della sospensione per Leclerc e “dechappamento” della gomma posteriore per Vettel. In ogni caso gara finita per entrambi a 4 giri dal traguardo (che figura).

Ma non è finita.

In questa gara i campioni hanno la luna storta perché Hamilton commette un errore da principiante che non si vedeva da un po’ tempo. Infatti, cerca un improbabile quanto inutile sorpasso su Albon in un punto dove non si passa neanche con l’elicottero. Risultato: Hamilton sperona Albon che finisce fuori pista e per Hamilton ala anteriore danneggiata, ma riesce a proseguire. Di questa bagarre, a 2 giri dal termine, approfitta Pierre Gasly su Toro Rosso che nel frattempo aveva seguito tutto e si era tenuto a debita distanza per evitare coinvolgimenti. Infatti riesce a passare in seconda posizione con Hamilton che lo incalza come un “cannibale” per sorpassarlo. Gasly fa una specie di magia, riuscendo a tenere dietro il 6 volte campione del mondo con una vettura che, ha un buon motore, ma non è una Mercedes. All’ ultima curva, mentre Verstappen taglia il traguardo da vincitore, Hamilton tenta l’ultimo assalto alla Toro Rosso di Gasly il quale chiede, al suo motore Honda, un ultimo sforzo immane per tenere dietro la Mercedes ancora per qualche centinaio di metri. Alla fine i due arrivano affiancati sul traguardo e Gasly la spunta su Hamilton arrivando secondo. Un finale degno dei gran premi degli anni ‘70, dove le vetture si rincorrevano, si sorpassavano e si prendevano a “sportellate” per poi ripartire e rincorrersi di nuovo.

Questo è stato il gp del Brasile; una gara d’altri tempi.

L’ordine di arrivo vede quindi, 1° Verstappen, 2° Gasly e 3° Hamilton ma non è finita; quest’ultimo, infatti viene penalizzato per la “manovraccia” eseguita ai danni di Albon e retrocesso in 7^ posizione; per cui sale in terza piazza l’ottimo Sainz su McLaren. Ottima prova anche delle Alfa Romeo con Raikkonen (4°) e Giovinazzi (5°).

Che dire delle Rosse? Mattia Binotto avrà un bel da fare per rimettere a posto i cocci di questa situazione; è sembrato, infatti, di rivedere il gp di san Marino del 1982, con doppietta Ferrari ma con i piloti ai ferri corti e ciò non va bene per la salute del Team. Staremo a vedere.

L’ultima prova è ad Abu Dhabi il 3 dicembre e poi arrivederci al 2020.

Restate sintonizzati.