RICETTA ANTIVIRUS: VIVERE NELL’ALLARMISMO E OTTEMPERARE ALLE REGOLE DI PREVENZIONE

MARSICA – Ha suscitato apprensione la notizia, dei giorni scorsi, che impiegati marsicani, con sede lavorativa in Emilia Romagna e rientrati nella loro abitazioni, chi a Capistrello chi a Castellafiume, siano stati giustamente e in forma cautelare, messi in quarantena presso le proprie abitazioni. Così come preoccupazione hanno suscitato le varie informazioni sui ricoveri presso il nosocomio di Avezzano, con tamponi risultati positivi in soggetti transitati su questo territorio. Non è la notizia del ricovero di un paziente risultato positivo al COVID-19, né tantomeno l’incerta conoscenza della sua provenienza che deve portare trepidazione. Tutto ciò è del tutto irrilevante. Allarmati si ha l’obbligo di esserlo quotidianamente. E’ la mancata consapevolezza della gravità della situazione che dovrebbe fare alzare al massimo il livello di difesa. Chi ha la certezza che, entrando in un bar per un caffè o andando a comprare il pane, la persona accanto non provenga da “zona rossa”? Siamo sicuri che la nostra migliore amica, che abbiamo appena abbracciato, non sia portatrice del virus? Avvertenze quotidiane diffuse in ogni istante della giornata, a ritmo martellante, a livello televisivo, sul web e su carta stampata hanno il risultato della indifferenza? Davvero c’è chi s’illude che la Marsica sia zona bianca e quindi è sufficiente sapere il ricoverato da dove viene per rispettare le regole di emergenza? Nessuno ha sentito le invocazioni dei dirigenti sanitari che supplicano di rimanere in casa, di rispettare quelle semplici norme per evitare la diffusione? Le scuole chiuse significano solo problemi dei figli a casa? Si considera che addirittura lo sport, macchina che trita milioni di euro, ha chiuso i battenti ai tifosi? Ci sia appella alla responsabilità individuale. Eppure, i centri commerciali sono invasi da visitatori, i fast food pieni di ragazzi che si riuniscono considerando di vivere vacanze straordinarie. Il giornalista ha il dovere di dare comunicazione dei ricoveri, così come delle dimissioni di paziente in osservazione. Nel caso di riconoscimento del coronavirus per quanto su detto, davvero è importante o fondamentale conoscerne la provenienza? La vita sociale di sta fermando in Italia, questo deve farci riflettere.
Come cita uno spot televisivo: “L’emergenza coronavirus è una cosa molto seria, in tutta Italia “
Rispettiamo quattro comportamenti indispensabili:
• Teniamoci a distanza di sicurezza gli uni dagli altri.
• Evitiamo contatti fisici anche nei saluti.
• Non frequentiamo aree affollate.
• Laviamoci spesso le mani.

Se non per gli altri, fallo per te.