GLI INFERMIERI ITALIANI LANCIANO UN GRIDO DI AIUTO: RIMANETE A CASA, NON C’E’ PIU’ TEMPO

ABRUZZO – Un ringraziamento doveroso va a loro, a tutti gli infermieri e gli operatori sanitari impegnati negli ospedali e sul territorio. A loro che in tanti richiedono disperatamente i DPI, dispositivi di sicurezza, per evitare il contagio e non mettere a repentaglio la propria vita in funzione degli altri. A loro che chiedono di rispettare il decreto, di rimanere a casa per non aumentare il numero dei pazienti da assistere. A loro con le piaghe evidenti sul volto conseguenza del portare, per ore e ore, gli occhiali e le mascherine per proteggersi da quel nemico infido: il Covid-19, ma soprattutto per poter rimanere accanto e aiutare chi quel nemico lo ha dentro di sé. Negli occhi la stanchezza, la disfatta dell’indifferenza della gente.
Figli, genitori, parenti di noi tutti. In prima linea sopportando la fatica del lavoro, stoicamente. Stremati lanciano l’appello in un video struggente: “Rimanete a casa. Siamo in pericolo costante, non c’è più neanche il tempo per piangere, se non al termine dei lungi corsi massacranti. Vediamo la morte che non ha la dignità di essere celebrata. Persone lontane dai loro affetti. Siamo provati, siamo pochi, negli ospedali e sul territorio. Se non fermiamo questa valanga pagheremo il più grande tributo. Il fallimento dell’intero sistema, e di ogni cosa che ha senso per vivere. Abbiamo bisogno di ospedali, di personale, ora, subito e non domani. Abbiamo bisogno di professionisti qualificati, non riciclati, non gettati al fronte come pedine. Abbiamo bisogno anche di voi, cari cittadini. Chiudetevi in casa. Ogni uscita apre la porta al virus. Non possiamo più permettercelo, non c’è più tempo.”

Il nostro ringraziamento per il loro sacrificio? mettersi la tuta, uscire per la corsa giornaliera, salire in massa sul Monte Salviano, (perché il tono muscolare quando si ha il respiratore attaccato fa la sua bella sporca figura,n.d.r.) fermarsi per strada, in un bel gruppetto di persone, per una salubre chiacchierata. Eppure, l’interesse sale al massimo per sapere chi è e di dov’è la persona che i giornali riportano essere risultata positiva al coronavirus.
Parole al vento. Si azzarda a dedurre che si potrebbe configurare: ignoranza, egoismo, o peggio ancora, strafottenza? La realtà è che è difficile accettare un comportamento simile. Non si può scherzare con la vita. NON C’E PIU’ TEMPO!