MILANO/ROMA PASSA PER AVEZZANO IL TRENO DELL’IMBECILLITA’

AVEZZANO – E’ il 4 maggio 2020 la data che segna la ripartenza dell’Italia. Con la denominazione fase2, si attua la riapertura delle attività commerciali, anche se non di tutte. Per molti italiani questo invece ha significato via libera. Si sono aperte le porte, ma chiusi i cervelli.

Indignazione, è la prima reazione che si è avuta guardando le immagini dei Navigli di Milano, pochi giorni dopo l’inizio della fase 2. Nella caratteristica zona milanese, ricca di locali e ristoranti, si assiste, sconvolti, agli agglomerati di persone a passeggio, ad altre sedute su muretti a consumare bibite, quasi tutte senza mascherina. Una situazione non solo vergognosa ma pericolosa, tanto da far gridare al sindaco Beppe Sala: “O si cambia o chiudo“.

Come fare a non capire che proprio gli assembramenti sono terreno fertile per la diffusione del coronavirus? Come fare a non ricordare che, a tutt’oggi, sono oltre 30.000 i morti, e più di 200.000 i casi positivi registrati dall’inizio della pandemia? Come non riuscire a comprendere che attenersi alle regole, impartite dai DCPM, può consentire la ripresa delle attività? Famiglie italiane che hanno avuto bisogno della spesa solidale per poter avere il cibo a tavola, piccoli imprenditori costretti a licenziare il proprio personale, altri non possono nemmeno più alzare la serranda del negozio. E i cretini ? (figli di colei che resta sempre incinta – “Flaiano docet” n.d.r) cosa fanno? Escono! devono andare a prendere l’aperitivo con gli amici, devono riunirsi con la comitiva per andare a passeggio, devono prendere la Cumana, come a Napoli, e anche lì si vede una massa incredibile di gente accalcata sul marciapiede, appena scesa dal treno.

Dalla Lombardia si giunge nel Lazio, per una sosta a Roma. Beh, nella capitale come soddisfare il proprio bisogno di cibo, nonostante sia stato uno dei maggiori trastulli luculliani, stando alla regola del #iorestoacasa? Prendere la macchina e formare code interminabili, lunghissime, paradossali per dare l’assalto al Mc Donald. Tutta quella gente come ha potuto vivere due mesi senza quell’hamburger serrato tra due mollicce parti di un panino? Come è sopravvissuta alla privazione del sapore industriale della maionese sovrastata dal gusto acidulo dolciastro del ketchup?… e le patatine? Cattive quelle patatine che hanno creato incubi notturni per il desiderio insaziabile di assaporarle. Straziante la visione atavica, libidinosa di quei bastoncini di tubero tuffati in quell’olio denso, scuro, “colesteroso”….galleggiare, affiorare e poi di nuovo sommersi per poi di nuovo riemergere…. Come resistere al sogno, al tormento che ha pervaso l’insonnia nelle lunghe ore serali della quarantena? Eccolo, è laggiù! Bisogna quindi sfidare ore e ore di fila per giungere, vittoriosi, allo sportello del servizio da asporto.


Avezzano? Ah certo Avezzano! Come poteva essere da meno della capitale? Anche qui si è superato ogni possibile immaginazione. Una interminabile colonna di macchine lungo via Roma per raggiungere la meta: il Mc Donald! In fila, motori accesi, che minuto dopo minuto hanno annullato il vantaggio ottenuto con il lockdown: l’aria pulita! Una fila così non si è vista nemmeno nel periodo natalizio. Quale altro impegno poteva sopperire alla necessità dell’ebrezza di rimanere un tempo non definito, lungo, quasi interminabile, non più tra le pareti delle stanze della propria casa ma, bensì, nel ristretto abitacolo della vettura, magari condiviso con altri compagni d’avventura e, a pieni polmoni, respirare quell’aria ormai dimenticata che ritorna pian piano familiare, così satura di emissioni di gas, di ossidi di azoto, di monossido di carbonio? Queste sono soddisfazioni!
Tutto per il Big Mac?  MAChe cretini, molto molto BIG!

Passeggiare in gruppi, senza mantenere le distanze di sicurezza e, ancor peggio, senza mascherina, non avendo cura nemmeno di proteggere i propri figli, sottoponendoli al possibile contagio con chi delle protezioni se ne frega, è esattamente ciò che sta accadendo per le vie di Avezzano. Una pazzesca presunta normalità, come se nulla fosse tragicamente avvenuto, come se pandemia voglia dire compagnia, allora sì, senza ombra di dubbio, a loro va assegnato il trofeo dell’imbecillità!
La speranza è che questo comportamento, così poco sensato, di tante persone non riporti a dover subire di nuovo misure ancor più restrittive. Il desiderio più grande è che, per le azioni di queste inqualificabili persone, non si debba affrontare l’aumento del contagio. Un’accorata supplica è che, per colpa di queste scellerate persone, non si debba pregare per la morte di un proprio caro.