ISTITUTO S. CUORE DI AVEZZANO: NAUFRAGATO IL VIAGGIO DELLA SPERANZA A SILVI MARINA

Ultimatum lanciato dal Consiglio d'Istituto avezzanese

AVEZZANO – Con il cuore ricco di aspettative la carovana avezzanese ha intrapreso quel lungo percorso, con destinazione “Santa Maria” Istituto delle Apostole del S. Cuore di Gesu’ a Silvi Marina, per essere ricevuta, in camera caritatis, dalla madre provinciale suor Leda Pieropan.

Ben presto la delusione avvolge gli ospiti ospitati: Non è stato revocato il decreto di chiusura! Ben diverso da quanto il consiglio di istituto attendeva: delle buone e concrete aspettative per la scuola,  essendo partito con la richiesta della revoca.

Allora si mettono sul piatto tutte le risorse, affinché quel percorso didattico di alta formazione non vada ad infrangersi come onda su uno scoglio.  E’ stata proposta la possibilità di far ripartire la famosa classe I. Ci sono già otto iscritti e, non più tardi di ieri mattina, due mamme si sono presentate per fa accettare i propri bambini, iscrizione che, ovviamente, l’istituto di Avezzano non è nelle condizioni di poter eseguire in quanto sussiste, ad oggi, un decreto che afferma la non ripartenza. Sulla base di aumento dei piccoli scolari è stato richiesto di presentare questa proposta alla Madre generale,  in modo da poter revocare quanto decretato o, quanto meno, modificarlo dando così la possibilità di ripartire con la classe Prima.  E’ stata chiesta inoltre, la continuità di tutte le altre classi, e degli insegnanti. Pare che su questo punto, per suprema concessione, le altre classi, per quest’anno, continueranno con lo stesso corpo docente; una garanzia almeno per loro.

Nella sede silvarola, la disperazione di coloro che risultano essere gli unici a volere la continuità dell’ istituzione al Sacro Cuore di Avezzano, li ha portati ad affrontare, con estremo coraggio, suor Leda Pieropan, ponendo la domanda, basata sulle voci che serpeggiano, non solo in città, ma nella Marsica: “questa operazione è motivata dalla trasformazione della struttura in una RSA?  “Il discorso è falso”  risposta. Allora si insiste:  “ma c’è un’idea di quale sarà la destinazione d’uso della casa del Sacro Cuore, quando chiuderà l’anno prossimo a giugno?” Risposta “la decisione non è stata ancora presa”.

Vogliamo allora, sospesi su una nuvola illusoria, rassicurare tutti gli avezzanesi e tutti i marsicani: il Consiglio provinciale di Silvi Marina ha ribadito che nessuna RSA, nessuna casa famiglia, sarà istituita al posto della scuola!  (si spera  neppure un edificio come il  “Centro Accoglienza Clelia Merloni” esistente a Silvi Marina, segnalato da tripadvisor – il più grande sito di viaggi al mondo n.d.r.).  Non si può equivocare, il centro porta il nome di Clelia Merloni (Forlì, 10 marzo 1861 – Roma, 21 novembre 1930) religiosa italiana, fondatrice dell’Istituto delle Suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù.(wikipedia).  A pensar male non si fa peccato.

Se ferma è stata la posizione di non revocare il decreto, una possibilità è stata presa in considerazione per far rimanere aperto l’istituto avezzanese, vale a dire l’idea di far subentrare un esterno che possa proseguire con il percorso dell’istruzione. S’intende  proporre il progetto a  qualche imprenditore scolastico, che appare già all’orizzonte… non poi così lontano, soprattutto se si è convinti assertori del piattismo. Questa ipotesi potrebbe rinviare la chiusura.

Nella manifestazione che ha coinvolto cittadini, forse politiche e istituzionali è apparsa ben chiara la massima disponibilità di tutti ad affrontare le problematiche, siano esse economiche o di qualsiasi altro tipo,  che hanno portato alla dura, imposta decisione della chiusura presa dal Consiglio Provinciale di Silvi Marina.

Avvenimento che, pur se contraddistinto da clamore,  per un misterioso motivo è risultato sconosciuto all’ospite ospitante. Bollettino non pervenuto. Allora facendo rewind , si riavvolge il nastro e torna alla memoria il rifiuto, da parte della superiora provinciale, di ricevere sia le figure politiche, che si sono esposte per supportare la struttura avezzanese nelle sue difficoltà, sia, in un primo momento, anche genitori e docenti. Memoria ok!

Altra versione, che perde acqua ancor più di un colabrodo: la chiusura è motiva, pardon sarebbe motivata, dalla mancanza delle suore maestre e dal continuo avvalersi delle laiche. Gli iscritti sono pochi, non ci sono più le conversioni delle suore, (che possono collaborare a titolo gratuito n.d.r.) quindi  la scuola di Avezzano sarà una delle tante che verrà chiusa.

N.B. la struttura a Milano è coordinata dalle laiche, certo è che il numero degli iscritti è decisamente notevole data la metropoli lombarda.

Nel suo piccolo Avezzano ha la forza di competere. Il consiglio di istituto, autotassandosi,   prima di ricevere la batosta della cessazione, considerando le difficoltà delle famiglie  in conseguenza al covid, voleva partire con la pubblicità per informare che la struttura, grazie  alla sua ampiezza, può ospitare anche i bambini iscritti alla scuola pubblica. Ma non è stato consentito. Perché non voler incrementare il numero degli iscritti?

Per concludere, le proposte segnalate dalla rappresentanza avezzanese sono: non chiudiamo la prima classe, visto che si continuano a ricevere richieste di iscrizione e c’è la certezza che, entro settembre, il numero dei frequentanti salirà a quindici e, inoltre, che non vengano accorpate le classi, dando agli insegnanti la riconferma.

Nessuno possibilità di tergiversare, il consiglio dell’istituto S. Cuore di Avezzano ha preteso di avere una risposta entro sabato 27 giugno 2020. Nulla fu concesso nè tempo, nè proposte, né analisi da Silvi Marina, nulla viene concesso da Avezzano.

ll cardinale Becciu, il 3 novembre 2018, durante la celebrazione della santificazione di madre Clelia Merloni, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ha evidenziato come madre Clelia espanse “amore ovunque soprattutto verso i più deboli, i più disagiati e adoperandosi per l’assistenza e l’educazione religiosa delle giovani generazioni”. C’è qualcuno che ricorda le parole della propria fondatrice?

….e Roma tace!

 

 

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