RIENTRO IN CLASSE. I SINDACATI: “SÌ, MA IN SICUREZZA”

AVEZZANO – A pochi giorni dal rientro in presenza degli alunni degli istituti superiori, giunge in redazione il comunicato dei Segretari Provinciali dei sindacati FLC CGIL, UIL SCUOLA, SNALS Confsal, GILDA Unams. Miriam Anna Del Biondo, Maria Gracia Commito, Rosaria Lupi e Claudio Di Cesare nella nota congiunta affermano la necessità di rientrare in presenza purché siano garantite le condizioni di massima sicurezza per tutta la popolazione scolastica e la possibilità di una didattica il più possibile continuativa.

La riapertura della scuola in presenza il prossimo 11 gennaio provoca non poche perplessità anche a causa del clima di incertezza che sembra contraddistinguere la ripresa nella nostra provincia.
Sappiamo che ad oggi non è ancora definito e chiaro il piano dei trasporti e che ai Dirigenti Scolastici viene costantemente, e oseremmo dire tardivamente, richiesto di dettagliare oltre l’umana possibilità la modalità con la quale le scolaresche si sposteranno sul territorio.
Da norma nazionale, l’11 gennaio 2020, le scuole secondarie di II grado, che a causa del picco dei contagi della seconda ondata di corona virus lavoravano a
distanza, torneranno ad una presenza del 50% della popolazione scolastica, destinato ad aumentare fino al 75%, qualora le misure di distanziamento
intraprese avranno dato risultati adeguati.
Pensavamo che il periodo trascorso tra la decisione inevitabile e dolorosa di interrompere la didattica in presenza ed l’11 gennaio dovesse servire ad elaborare, con la collaborazione di tutti gli agenti coinvolti, un piano concertato, efficace e di sistema che potesse permettere il rientro a scuola con un minimo di serenità per l’utenza, per le famiglie e per il personale della scuola.
Pensavamo ad esempio che si sarebbe parlato di presidi sanitari interni alle scuole in modo da effettuare tracciamenti veloci e permettere soluzioni immediate. Invece apprendiamo che, a tre giorni dalla riapertura, non è ancora chiaro come avverrà, ad esempio, il potenziamento della rete dei trasporti e che da parte delle agenzie di trasporto locali e regionali, continuano ad arrivare richieste di maggiori dettagli.  Parrebbe, addirittura,  che il dettaglio dovesse riguardare al millimetro la destinazione in uscita di ogni alunno o alunna che usufruisce del trasporto pubblico. Le amministrazioni scolastiche hanno già fornito un piano di scaglionamento degli ingressi e delle uscite utile a permettere alla TUA, per esempio, di avere 120 minuti di tempo per
differenziare le corse. Le amministrazioni scolastiche, sin dalla scorsa estate impegnate a rispettare protocolli e a favorire con l’esistente (perché modifiche
significative all’esistente non vi sono state) ogni possibile forma di distanziamento, stanno svolgendo un lavoro enorme per limitare i danni di un sistema di contorno che continua a non funzionare. Temiamo che la ripresa dell’11, in queste condizioni, avverrà senza una regia efficiente e programmata e che, al solito, la responsabilità del danno gravissimo in termini sanitari e didattici che questo potrebbe provocare sarà, almeno per l’opinione pubblica, gettata su un sistema scolastico che è vergognosamente diventato oggetto di propaganda e di scontro politico.
Siamo, come al solito, di fronte al nulla: a misure parziali, tardive ed autoreferenziali da parte di chi ha il compito di garantire sicurezza e serenità alla popolazione scolastica e a tutte le famiglie che, già colpite a vario livello e misura dal virus, hanno il diritto alla fruizione di sistemi pubblici efficienti.
Chiediamo una maggiore chiarezza perché non è più il momento di agire con pressapochismo e superficialità. Chiediamo che sia garantita la massima sicurezza al personale della scuola che si appresta a riprendere le attività in presenza anche attraverso la chiara diffusione dei piani di rientro elaborati dai tavoli prefettizi da cui, nonostante la richiesta, il sindacato è escluso“.

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