La foto è diventata virale in poche ore. Il candidato sindaco Cesareo immortalato a Roma insieme alla presidente del ConsiglioGiorgia Meloni, nel tentativo evidente di rafforzare la propria immagine politica attraverso il legame con i vertici nazionali del centrodestra, e dove finalmente lo si vede sorridere – (gli farà bene l’aria di Roma e non quella di Avezzano). Un’immagine costruita per dare peso politico alla candidatura, ma che sui social sembra aver prodotto l’effetto opposto.
Sotto i post pubblicati da pagine e testate locali, infatti, si è scatenato il classico “shitstorm”: un’ondata di commenti polemici, critiche, sarcasmo e contestazioni che travolge il contenuto pubblicato fino a oscurarne completamente il messaggio positivo che si voleva trasmettere. In pratica, invece di rafforzare consenso, la comunicazione si trasforma in un boomerang mediatico.
E il motivo è semplice: molti cittadini ormai associano automaticamente questo asse politico al governatore abruzzeseMarco Marsilio, il cui gradimento continua a mostrare segnali preoccupanti.
Proprio nelle ultime ore, infatti, è stata diffusa la nuova classifica dei presidenti di Regione più apprezzati realizzata da SWG per ANSA, dove Marsilio scivola nelle retrovie della graduatoria nazionale. Un dato politico che pesa e che racconta una realtà ben diversa dalla propaganda fatta di fotografie romane e strette di mano istituzionali.
Per molti abruzzesi, l’asse Marsilio-Governo nazionale ha prodotto “lo zero assoluto”, soprattutto sul fronte della sanità. Liste d’attesa interminabili, carenza di personale medico e infermieristico, pronto soccorso sotto pressione e cittadini costretti sempre più spesso a spostarsi fuori regione per ottenere cure e visite specialistiche in tempi accettabili. Una situazione che nelle aree interne viene percepita ancora più pesantemente, con servizi sanitari ridimensionati e territori che continuano a sentirsi abbandonati dalle istituzioni regionali e nazionali.
Ecco perché la strategia di Cesareo rischia di trasformarsi in un autogol politico. Perché tentare di legare la propria immagine a un sistema politico percepito da molti cittadini come distante e inconcludente potrebbe non essere un vantaggio elettorale, ma un peso difficile da sostenere.
La sensazione, sempre più diffusa, è che la politica locale abbia smesso di parlare dei problemi concreti della città per inseguire fotografie simboliche con leader nazionali. Ma gli avezzanesi, almeno a giudicare dalle reazioni social, sembrano chiedere altro: meno marketing politico e più risultati tangibili.
Perché una foto può fare rumore per qualche ora, ma alla fine sono i numeri, il consenso reale e soprattutto le condizioni del territorio a parlare più forte di qualsiasi scatto istituzionale.





