AVEZZANO– Il dibattito sul ripopolamento e sulla rivitalizzazione delle Aree Interne, in questi giorni, attraverso proposte bipartisan sta riprendendo vita e corpo anche in Abruzzo. Da decenni a questa parte, l’obiettivo primario resta sempre lo stesso: andare a migliorare il tessuto economico e sociale delle zone cosiddette fragili. Da sindaco in primis e poi da cittadino, pur apprezzando molto l’attenzione e il confronto su temi che vanno a riguardare un quarto di tutta la popolazione abruzzese, mi permetto di sollevare qualche perplessità: gli approcci compensativi, integrativi e sussidiari fino ad ora in piedi, purtroppo non si sono mai rivelati del tutto vincenti a lungo termine. Ciò che manca, da un punto di vista legislativo, è l’introduzione di una metodologia nuova, che non ha nulla a che vedere con le politiche economiche “a spot”. I borghi e i paesi delle zone interne hanno bisogno di stabilità e costanza per poter costruire una politica efficiente di sviluppo; stabilità che deve tradursi soprattutto in vantaggi fiscali: ciò che manca, ad esempio, è la costituzione di unaZES speciale per le aree interne, l’AISE (Aree Interne economiche speciali).Perno centrale della “Quinta Provincia”, proposta che sottoporremo all’approvazione del Consiglio regionale, è la definizione di uno “Statuto speciale delle Aree Interne”, che si basa principalmente su un regime differenziato di politiche pubbliche: sarebbe la prima volta per l’Abruzzo.Lezone che ancora oggi scontano una condizione di oggettivo svantaggio per ragioni geomorfologiche, demografiche, economiche e sociali, vanno individuate nella loro totalità e riconosciute espressamente come tali. Per le aree interne, si operi con un approccio di sistema, superando la logica degli interventi “una tantum”. Con tutti i primi cittadini delle Aree Interne d’Abruzzo e con tutti i soggetti istituzionali che vorranno condividere questa nuova impostazione, presenteremo una serie di proposte di leggi regionali; tali proposte svilupperanno le tematiche dei servizi essenziali garantiti, del diritto alla connettività, delle comunità energetiche delle aree interne, della sanità di prossimità, della mobilità, del patto di residenzialità e della fiscalità regionale di vantaggio per le aree interne.
Quello che stiamo disegnando, con la matita della progettualità condivisa, è un nuovo paradigma. Le leggi che si andranno a presentare, utilizzeranno uno strumento previsto dallo Statuto regionale mai utilizzato fino ad ora, ovvero la possibilità per gli Enti locali di presentare proposte di legge autonomamente. È una strada alternativa che può essere percorsa, in parallelo a quella tradizionale che prevede la presentazione di proposte legislative assieme aiconsiglieri regionaliche hanno dichiarato la propria disponibilità a supportare quello che, in termini di suggestione,chiamiamo la “Quinta Provincia”. Anche gli amministratori locali, cioè, possono assurgere al ruolo di legislatori, proponendosi come soggetti programmatori per la tenuta e il benessere dei loro territori. La “Quinta Provincia” nasce per le nostre terre e per i giovani che vorranno continuare ad abitarle, non dovendosi più allontanare da casa per trovare strade di qualità.





