di Marco Boleo
Nel ricordare l’anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi, avvenuta il 19 agosto 1954, non si celebra soltanto una grande figura della storia italiana, ma è un’occasione per riflettere su un modo di intendere la politica che dopo settantadue anni conserva una straordinaria attualità. De Gasperi attraversò gli anni più bui del Novecento del nostro Paese con la forte convinzione che la democrazia, la libertà e le Istituzioni dovessero essere difese con responsabilità, passione e concretezza. La sua azione politica fu guidata dalla capacità di guardare oltre le contingenze del presente, mettendo al centro il bene comune e la ricostruzione di un Paese provato dal secondo conflitto mondiale. Il richiamo ad una politica che dovesse proiettarsi verso le generazioni future non era un semplice slogan politico ma una ragion d’essere.
Particolarmente attuale è la sua visione dell’Europa. De Gasperi era consapevole che la pace e la prosperità del vecchio continente non potevano essere riposte soltanto negli interessi dei singoli Stati, ma richiedevano una scelta di collaborazione e solidarietà fra di essi. In una stagione come quella attuale segnata da nuove divisioni, da profonde incertezze internazionali, e da policrisi: quella intuizione continua a rappresentare un punto di riferimento fecondo. Ma forse l’eredità più preziosa di De Gasperi è il senso della responsabilità politica: la capacità di assumere decisioni difficili, di ricercare il dialogo senza rinunciare ai propri valori di fondo e di considerare il potere come uno strumento al servizio della comunità e non fine a sé stesso. Ricordarlo oggi, per noi del MCL, significa dunque non soltanto guardare al passato, ma interrogarsi sul presente e sul futuro. In una società minata da conflitti, sfiducia e contrapposizioni, il suo esempio richiama alla necessità di una politica sobria: capace di costruire futuro. È questa, ancora oggi, la più autentica attualità del pensiero di Alcide De Gasperi.





