AVEZZANO –Una vittoria a metà per i 29 sindaci marsicani, guidati dal primo cittadino di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, sulla questione dei sub-ambiti per la gestione dei rifiuti.
L’emendamento del presidente della Regione Marco Marsilio supera quello sostenuto da Massimo Verrecchia e Marianna Scoccia, ricompattando il centrodestra dopo giorni di tensioni, ma senza accogliere pienamente le richieste avanzate dai Comuni della Marsica.
Il compromesso fissa al 31 dicembre 2027 il termine entro cui AGIR dovrà approvare il Piano d’Ambito.Soltanto in caso di mancata approvazione entro quella data sarà possibile valutare la costituzione di sub-ambiti inferiori alla dimensione provinciale, qualora sussistano le condizioni territoriali, amministrative ed economiche.
Una soluzione diversa da quella auspicata dai sindaci marsicani, che avevano richiamato il Testo unico ambientale, decreto legislativo 152/2006, articolo 200, comma 6, e il parere notificato ad AGIR.
Marsilio rivendica la sintesi raggiunta, mentre Verrecchia, Scoccia, Marinucci e Quaglieri esprimono soddisfazione per l’accordo, ringraziando il governatore per aver ascoltato le istanze territoriali.
Ma dietro la questione dei rifiuti si intravede anche un’altra partita, tutta interna a Fratelli d’Italia.Il confronto tra Massimo Verrecchia e il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, presidente dell’assemblea AGIR, ha assunto i contorni di un vero braccio di ferro politico, ben oltre gli aspetti tecnici della riforma.
E qui emerge un particolare che rende la vicenda ancora più singolare:nel novembre 2025 furono proprio Verrecchia e Scoccia a firmare l’emendamento che eliminava dalla normativa regionale il riferimento agli ambiti sub-provinciali.A distanza di meno di un anno, gli stessi protagonisti si sono battuti per reintrodurli, trovando sulla strada la contrarietà del fronte riconducibile a Marsilio e Biondi.
Cambiare posizione è assolutamente legittimo. Sarebbe però interessante comprendere cosa sia cambiato nel frattempo: le esigenze dei territori, le valutazioni tecniche oppure gli equilibri politici interni?
Nel frattempo, la comunicazione politica offre uno spettacolo curioso. Marsilio celebra la ritrovata unità, Verrecchia e Scoccia rivendicano l’ascolto dei territori, mentre il consigliere Giampaolo Lugini sostiene che non sia passata proprio la linea Verrecchia-Scoccia.
Insomma, un solo emendamento, interpretazioni opposte e una sorprendente abbondanza di soddisfatti.Dopo settimane di scontri, comunicati e riunioni infuocate, tutti sembrano avere qualcosa da festeggiare. Peccato che il risultato concreto, per ora, sia soprattutto una decisione rinviata al 2027.
E mentre la politica si contende i meriti, ai cittadini resta una domanda molto più semplice: questa riforma farà diminuire la Tari oppure no? Migliorerà i servizi? E quali vantaggi porterà realmente alla Marsica?
Dunque, per i 29 sindaci marsicani, la partita resta aperta. Per il centrodestra la tregua è raggiunta, almeno sulla carta. Quanto alle rivalità interne a Fratelli d’Italia, sarà interessante vedere se il compromesso sui rifiuti avrà davvero chiuso lo scontro o se lo avrà semplicemente rimandato.
Una cosa è certa: mentre la politica discute su chi abbia vinto, i cittadini aspettano ancora di capire che cosa abbiano ottenuto.





