AVEZZANO– Non una semplice cerimonia di consegna degli attestati, ma un nuovo capitolo di un percorso che ha fatto di Avezzano una delle città pioniere in Italia nella prevenzione dell’arresto cardiaco. Nella Sala Consiliare del Palazzo di Città si è svolta la cerimonia conclusiva del corso BLSD, dedicato alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’utilizzo del defibrillatore, con il coinvolgimento di volontari della Protezione Civile, dipendenti comunali, insegnanti e studenti.
Un appuntamento che riporta l’attenzione su un progetto avviato nel 2013 dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Di Pangrazio, quando la cardioprotezione rappresentava ancora una realtà poco diffusa sul territorio nazionale.
Fu proprio in quell’anno che il Comune decise di sostenere concretamente l’iniziativa proposta dal dottor Stefano Guarracini, cardiologo avezzanese e figlio del dottor Leonello Guarracini, figura di riferimento della cardiologia abruzzese e promotore di numerose iniziative scientifiche dedicate alla prevenzione cardiovascolare.
La proposta era tanto semplice quanto ambiziosa: costruire una rete di defibrillatori distribuiti nei punti strategici della città e, contemporaneamente, formare il maggior numero possibile di cittadini in grado di intervenire tempestivamente in caso di emergenza.
Il progetto prese forma nel dicembre 2013 con l’installazione dei primi dispositivi salvavita. Avezzano divenne così la prima città cardioprotetta d’Abruzzo e una delle primissime realtà italiane a dotarsi di una rete strutturata di defibrillatori accessibili sul territorio.
La particolarità di Avezzano: il sostegno diretto dell’amministrazione comunale
A distinguere l’esperienza avezzanese è soprattutto il ruolo assunto dall’ente pubblico. L’amministrazione comunale non si limitò a concedere il patrocinio all’iniziativa, ma sostenne direttamente il percorso di cardioprotezione, favorendo l’installazione delle apparecchiature e la formazione dei soccorritori.
Un modello che presenta caratteristiche differenti rispetto ad altre importanti esperienze nazionali, come quella di Piacenza, dove il progetto di defibrillazione precoce nacque nel 1998 grazie all’iniziativa di medici e volontari riuniti nell’associazione Progetto Vita, con il coinvolgimento delle istituzioni, e quella di Bologna, dove il successivo programma cittadino si è sviluppato attraverso la collaborazione tra Comune, servizi sanitari e associazioni di volontariato, protagoniste anche dell’acquisto dei dispositivi.
Nel capoluogo marsicano, invece, l’iniziativa del cardiologo Stefano Guarracini trovò sin dall’inizio nell’amministrazione Di Pangrazio un interlocutore istituzionale disposto a tradurre la proposta scientifica in un intervento concreto a beneficio della collettività.
Già nel 2015 Avezzano poteva contare su 12 defibrillatori e oltre 800 persone formate al loro utilizzo, numeri che ne confermavano il ruolo di riferimento nazionale nella diffusione della cultura del primo soccorso.
Dalla prima rete di defibrillatori alla formazione continua
Negli anni il progetto non si è fermato alla semplice installazione delle apparecchiature. La cardioprotezione è diventata un percorso di sensibilizzazione, aggiornamento e formazione, coinvolgendo progressivamente personale comunale, operatori della sicurezza, associazioni, studenti e cittadini.
L’efficacia della rete è emersa anche in situazioni concrete. Nel maggio 2022, ad esempio, un uomo colto da un improvviso arresto cardiaco all’interno del centro commerciale I Marsi venne soccorso grazie all’utilizzo di un defibrillatore del progetto cittadino.
Più recentemente, nell’ottobre 2025, è stato presentato un ulteriore sviluppo del programma, con 21 postazioni salvavita previste sul territorio e l’integrazione dell’applicazione AvezzanoCardio, pensata per individuare i defibrillatori più vicini e agevolare la risposta alle emergenze. Una nuova fase che vede il coinvolgimento del dottor Leonello Guarracini, della Protezione Civile comunale e del gruppo scientifico Scienza, Salute e Società, con il sostegno della Fondazione Carispaq.
La consegna degli attestati BLSD, un altro passo verso la sicurezza
La cerimonia del 27 ottobre rappresenta dunque la prosecuzione di un impegno iniziato tredici anni fa. I nuovi attestati riconoscono le competenze acquisite dai partecipanti nelle tecniche di rianimazione cardiopolmonare e nell’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici.
Un patrimonio di conoscenze che assume particolare importanza perché, davanti a un arresto cardiaco, la rapidità dell’intervento può determinare le possibilità di sopravvivenza della persona colpita.
Il valore dell’esperienza avezzanese sta proprio nell’aver affiancato alla disponibilità degli strumenti salvavita la preparazione delle persone chiamate a utilizzarli.
Da quell’intuizione del 2013, sostenuta direttamente dall’amministrazione comunale e sviluppata grazie al contributo scientifico di Stefano Guarracini, è nato un percorso che continua a coinvolgere nuove generazioni di potenziali soccorritori.
La consegna degli attestati diventa così anche l’occasione per ricordare una pagina importante della storia amministrativa e sanitaria di Avezzano: quella di una città che ha scelto di investire nella prevenzione, nella formazione e nella capacità dei cittadini di intervenire per salvare una vita.




