“I Gal vogliono e devono
contare i più, sono un modello snello ed efficace, che parte dal
basso e che funziona. Rivendichiamo un ruolo centrale anche
nella prossima programmazione dei fondi europei, preservando e
anzi valorizzando l’asse che ci riguarda da vicino, quello
Leader”. Parte dall’Aquila, dove si sta svolgendo un summit
nazionale con la presenza di oltre 100 dirigenti dei Gruppi di
azione locale (Gal), l’appello per un ruolo più importante nella
strategia di sviluppo dei territori e nelle scelte sui fondi
europei: è Paolo Federico, presidente del Gal Gran Sasso Velino
e sindaco di Navelli, in provincia dell’Aquila, a nome di tutti
i suoi colleghi a suonare la carica nella prima delle due
giornate del ‘Forum Leader 2026’.
L’iniziativa vede la partecipazione di dirigenti ed esperti
provenienti da tutte le regioni d’Italia, in rappresentanza di
oltre 80 dei 200 Gal (Gruppi di azione locale) italiani: si
tratta di enti costituiti da partenariati pubblico-privati per
favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali, in
particolare attraverso bandi finanziati nell’ambito
dell’iniziativa Leader dell’Unione europea, asse specifico dei
fondi della Politica agricola comune (Pac).
A raccogliere la istanza di Federico è stato il
vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura,
Emanuele Imprudente, in rappresentanza di un ente che finanzia i
Gal. “I Gal sono diventati un motore dello sviluppo delle aree
interne e dovranno dunque avere voce in capitolo in vista della
prossima programmazione dei fondi comunitari 2028-2034: sono
pronto a portare le loro istanze nella Commissione Politica
Agricola Nazionale. I Gal sono percepiti oggi come strumenti
importanti per andare incontro alle esigenze del mondo rurale,
delle piccole aziende agricole e artigianali e dei comuni
dell’entroterra. Li attende, però, una nuova sfida: la
programmazione europea dei fondi per l’agricoltura è destinata a
cambiare profondamente rispetto a quella attuale. Salteranno
alcuni pilastri, si parla di fondo unico e si è aperta, a
livello nazionale, la discussione su come sarà applicato e su
come verrà gestito”.
Per Federico, “i Gal sono una parte importante dell’Italia,
sono circa 200 e alcuni di essi rappresentano i territori anche
di cento comuni, oltre alle imprese che lì operano, che da noi
si attendono iniziative concrete e davvero utili”.
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