Le stanze dell’ex monastero di
Santa Caterina da Siena riportano idealmente l’Accademia di
Belle Arti nel cuore dell’Aquila, 37 anni dopo il trasferimento
nella sede di Pettino. Era il 1989 quando l’istituto lasciò
Palazzo Carli Benedetti. Ora il Premio nazionale delle Arti
segna un nuovo passaggio, con 123 opere esposte in quattro sedi
del centro storico fino all’8 gennaio. “Dire che era un mio
desiderio già da studente sarebbe riduttivo, perché è un
qualcosa che effettivamente mancava – racconta Carlo Nannicola,
coordinatore del progetto – Senza nulla togliere alla sede in
periferia, però era proprio il dialogo con lo spazio che
mancava”.
La ventesima edizione del Premio, promossa dal Mur e
organizzata dall’Accademia con il sostegno del Comune, ha
raccolto oltre 400 candidature. “È stato un processo molto
dettagliato ed estremamente preciso”, sottolinea Nannicola:
cinque le opere selezionate per la pittura, tre per la
scenografia.
Questi i premi assegnati venerdì al Teatro dell’Accademia,
con due menzioni speciali. Tra i vincitori Elena Gaita,
dell’Accademia aquilana, per fotografia e fotoreportage; Andrea
Sabiu (Sassari) per la pittura, Daria Tiflea (Bergamo) per la
scultura, Matteo Sidoti Pinto (Genova) per la scenografia e
Antonino Graziano (Palermo) per il fumetto. Menzioni a Sara
Balsamo e Luca Carlevarino. Circa 200 studenti e docenti
arrivati da tutta Italia. Inaugurata sabato, la mostra ‘Pensiero
manifesto’ coinvolge Santa Caterina, Palazzo Benedetti, Spazio
Genesi e Muspac. Ingresso gratuito.
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