Tre anni fa, nella notte del 31 agosto 2023,Amarena veniva uccisa con un colpo di fucile a San Benedetto dei Marsi.
Era una delle orse marsicane più conosciute e amate d’Abruzzo. Negli anni aveva imparato a muoversi nelle vicinanze dei centri abitati, attraversando strade, campagne e cortili con quella presenza imponente e allo stesso tempo familiare che aveva affascinato residenti, fotografi e visitatori.
Quella notte Amarena non era sola.
Con lei c’eranodue cuccioli.
In pochi istanti rimasero senza la madre, improvvisamente costretti ad affrontare da soli un ambiente nel quale, fino a quel momento, era stata proprio Amarena a guidarli e proteggerli.
Per settimane i due giovani orsi furono cercati e monitorati a distanza. La loro sorte divenne motivo di apprensione per un intero territorio, fino a quando arrivò la notizia che tutti speravano di ricevere:i cuccioli erano riusciti a sopravvivere anche senza la madre.
Oggi, a tre anni di distanza, da quei boschi arriva un’immagine capace di riaprire quella storia, questa volta con un significato completamente diverso.
Gabbietta, una delle figlie di Amarena, è diventata madre.
E accanto a lei camminanodue cuccioli.
Due.
È difficile non tornare con la memoria all’ultima immagine di Amarena, quando anche lei si trovava insieme ai suoi due piccoli.
Questa volta, però, la storia continua.
C’è una figlia diventata madre. Ci sono due nuove vite che iniziano il loro cammino tra le montagne d’Abruzzo. C’è una generazione che prosegue nonostante ciò che accadde quella notte.
Ed è difficile non leggere in questa coincidenza qualcosa di profondamente emozionante.
La natura continua il proprio percorso anche dopo una ferita provocata dall’uomo.
Per l’orso bruno marsicano, inoltre, ogni nuova nascita assume un valore enorme. Si tratta infatti di una popolazione estremamente ridotta e fragile, per la quale ogni esemplare può rappresentare una parte importante del futuro della specie.
Per questo la presenza dei due cuccioli accanto a Gabbietta non è soltanto un’immagine suggestiva.
È una speranza.
Amarena non c’è più.
Ma qualcosa di lei continua a vivere nei boschi e sulle montagne d’Abruzzo.
Oggi quella storia cammina su otto piccole zampe, accanto a sua figlia.





