Intelligenza artificiale, diagnosi
precoce, terapie innovative e formazione dei giovani
specialisti. Sono i temi al centro del 22/o Congresso nazionale
della Società degli Oftalmologi Universitari Italiani (SOU), in
corso fino a oggi all’Auditorium del Rettorato dell’Università
“Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
L’appuntamento riunisce docenti, ricercatori, direttori delle
Scuole di specializzazione e medici in formazione per fare il
punto sulle nuove frontiere della prevenzione e della cura delle
patologie oculari. Protagonisti dell’edizione sono soprattutto
gli specializzandi, coinvolti nel confronto scientifico con gli
esperti e nella presentazione dei risultati della ricerca.
“Con questo congresso abbiamo voluto mettere al centro i
nostri giovani”, ha dichiarato Carlo Nucci, presidente della SOU
e professore ordinario di Oftalmologia all’Università di Roma
Tor Vergata, sottolineando il ruolo dell’università nella
produzione delle conoscenze che miglioreranno le cure future.
Tra gli argomenti scientifici, l’evoluzione della tomografia
a coerenza ottica (OCT), le applicazioni dell’intelligenza
artificiale nell’analisi delle immagini, le terapie per le
malattie retiniche e le prospettive della medicina di
precisione, comprese le terapie geniche.
L’obiettivo è favorire diagnosi più tempestive, trattamenti
personalizzati e una riduzione del carico assistenziale.
Spazio anche alla prevenzione visiva, con l’attenzione agli
screening e all’individuazione precoce delle patologie che
possono compromettere la vista. Il congresso ospita inoltre la
SOU Medal Lecture 2026, conferita ad Anthony Khawaja,
dell’University College London e del Moorfields Eye Hospital,
per i suoi studi sul glaucoma e sui fattori di rischio della
malattia.
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