Una grave emorragia delle vie
aeree, che metteva a rischio la vita di una donna di 34 anni con
fibrosi cistica, è stata arrestata all’ospedale di Pescara con
un intervento mininvasivo di embolizzazione delle arterie
bronchiali. La paziente ora sta bene ed è tornata a casa dalla
famiglia e dai suoi due bambini piccoli. Lo rende noto la Asl
del capoluogo adriatico.
La donna, da tempo affetta da una forma avanzata di fibrosi
cistica che aveva compromesso la vascolarizzazione bronchiale
del polmone, era arrivata in ospedale con un sanguinamento
profuso e incoercibile delle vie aeree. La broncoscopia aveva
individuato la zona bronchiale responsabile dell’emorragia,
legata alla patologia della paziente, senza però riuscire ad
arrestare il sanguinamento. Dopo un’attenta valutazione
multidisciplinare, si è quindi deciso di procedere con
l’embolizzazione arteriosa bronchiale, per intervenire sul
circuito ad alto flusso di sangue arterioso che causava
l’emottisi potenzialmente fatale. Attraverso un piccolo accesso
vascolare arterioso, gli specialisti hanno introdotto
microcateteri guidati da microguide, raggiungendo i vasi da
trattare e rilasciando microparticelle embolizzanti e coils
metalliche. La procedura ha consentito di interrompere il
sanguinamento delle vie aeree e salvare la vita della paziente.
“L’embolizzazione ha permesso di arrestare l’emorragia
attraverso un piccolo accesso arterioso – spiega Vincenzo Di
Egidio, direttore dell’Uoc di Radiologia diagnostica ed
interventistica – La particolarità riguarda l’applicazione di
questa tecnica in una paziente con fibrosi cistica: è in questo
specifico contesto che il trattamento rappresenta ancora una
rarità, eseguibile in centri selezionati e di eccellenza, poco
numerosi sul territorio nazionale”.
L’intervento è stato condotto dall’équipe di Radiologia
Interventistica, con primo operatore Maurizio Pellegrini,
dell’Uoc di Radiologia diagnostica ed interventistica. Hanno
collaborato gli specialisti dell’Uoc di Chirurgia Toracica,
diretta da Marco Casaccia, ed il confronto clinico ha coinvolto
a distanza anche il Centro di Riferimento Regionale per la
Fibrosi Cistica, diretto da Pietro Ripani. Il supporto
medico-assistenziale è stato assicurato dalle Uoc di Anestesia,
diretta da Vincenzo Gargano, di Terapia Intensiva e
Anestesiologia, diretta da Rosamaria Zocaro, e Uos Rianimazione,
diretta da Antonella Frattari.
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