ASL AVEZZANO-SULMONA-L’AQULA. LA CGIL: «OGNI ANNO PERDE 100 POSTI DI LAVORO»

AVEZZANO – Perdita netta di posti di lavoro e turni massacranti nelle sedi ospedaliere e di cura rientranti nella Asl 1 Avezzano, Sulmona, L’Aquila. La denuncia arriva dalle segreterie di Cgil-Fp provinciale e dalla Cgil-Medici. Accuse e critiche alla Regione ed alla Asl che giungono a pochi giorni dalla conferenza stampa, tentasi proprio ad Avezzano, dell’assessore regionale ala Sanità, Silvio Paolucci, che ha affermato come il blocco delle assunzioni, figlio del commissariamento voluto a suo tempo  dal centrodestra, scadrà il prossimo dicembre con la conseguente ripresa delle assunzioni con un turnover generazionale.

«La drammatica situazione riferita alla carenza di personale all’interno della ASL n. 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, denunciata ormai da anni dalla Fp Cgil si legge nella nota del sindacato – , è divenuta ormai insostenibile, con la conseguenza che con l’attuale dotazione organica da un lato si continua a non rispettare la vigente normativa sui riposi obbligatori, con conseguente stress lavorativo e mancato rispetto delle mansioni dei lavoratori, e dall’altro non si rispettano i Livelli Essenziali di Assistenza. Tutto ciò nonostante ai lavoratori vengano imposti continui sforzi in termini di prestazioni di lavoro straordinario e prestazioni aggiuntive. Infatti, per redigere i turni di lavoro le prestazioni di lavoro straordinario vengono utilizzate in difformità del contratto nazionale di categoria facendole rientrare illegittimamente nell’ordinaria programmazione dell’orario di lavoro. Risulta infatti dai tabulati dei lavoratori un’eccedenza oraria pari o superiore alle 300 ore mai liquidate o concesse come riposo compensativo.
Torniamo a ribadire che la spesa effettiva per il personale nella ASL n. 1 è passata da 197,7 milioni del 2016 a 196,4 milioni del 2017, il che si traduce in un ulteriore impoverimento della predetta spesa – proseguono dalla Cgil – , che come più volte dichiarato (anche dalla stessa Asl) non è sufficiente a garantire i servizi pubblici essenziali. Va ricordato che l’atto di programmazione regionale prevede per il 2018 un tetto di spesa per il costo del lavoro pari a 196 milioni, e che per il rispetto di tale limite di spesa la Asl ha confermato il blocco del turnover al 50%, con le evidenti ripercussioni che tali imposizioni genereranno sull’intero sistema sanitario provinciale peggiorando ulteriormente le condizioni di lavoro dei dipendenti della Asl e di conseguenza la qualità dei servizi. Per fare chiarezza bisogna però considerare che ad oggi la Regione Abruzzo ha confermato un blocco del turnover comunque all’80%, che si traduce per il periodo 2017-2018 in un ulteriore taglio di personale già carente. Questa Asl continua ogni anno a perdere forza lavoro nella misura pari o superiore alle 100 unità lavorative.
La carenza di personale ha gravi ricadute anche in termini di contrattazione aziendale, infatti ad oggi ancora non si riesce ad avere il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario e altre indennità accessorie riferite ai mesi di novembre e dicembre 2016. La Fp Cgil della provincia dell’Aquila ha inviato formalmente un atto di diffida in nome e per conto dei lavoratori, chiedendo la liquidazione di quanto dovuto, non avendo a tutt’oggi ricevuto da parte della Asl risposte concrete e utili alla definitiva risoluzione della vertenza.
Alla luce del quadro esposto, che definiamo drammatico – conclude la nota sindacale – , la Fp Cgil ritiene che al fine di ridare slancio e rendere efficace ed efficiente il Servizio Sanitario nella Provincia dell’Aquila è necessario ricominciare a effettuare investimenti sul territorio, che necessariamente devono partire da investimenti sul personale attraverso un processo di stabilizzazione dei lavoratori precari, attraverso l’attivazione di nuove procedure concorsuali e mediante l’eliminazione del blocco del turnover, ridando diritti e dignità al lavoro e una giusta retribuzione per il lavoro che quotidianamente viene svolto, con senso di responsabilità e dedizione a garanzia del mantenimento dei servizi essenziali».