PALAZZO TORLONIA. DE ANGELIS INCONTRA SOLO CHI GLI DICE DI «SI»

di Pierluigi Palladini

AVEZZANO – Palazzo Torlonia, De Angelis incontra le associazioni, quelle a lui favorevoli. E lo comunica a chi si e a chi no o quantomeno con modalità non esattamente istituzionali.

Ma andiamo per gradi.

Sera tarda, televisione da evitare come una brutta malattia, non resta che il pc. Facebook, qualche amico, un gioco, la pagina del giornale e alla fine, perché no, la pagina del Sindaco di questa città.

Sorpresa. Pur avendo telefonato, fatto incontri e  lavorato tutto il giorno, scopriamo che il Sindaco ha incontrato delle non meglio precisate organizzazioni di categoria per parlare dei progetti realizzati e  soprattutto della questione Polizia Locale al Palazzo Torlonia. Ovviamente tutti contenti e soddisfatti, pieno apprezzamento e quant’altro.

Preoccupati della qualità della nostra vista, ricontrolliamo le mail, Whatsapp, Messenger, insomma proprio tutti i canali. Niente, non c’è nulla.

Si può prendere una notizia istituzionale da Facebook? La nostra personalissima risposta è no. Quindi scriviamo sulla bacheca del Sindaco e gli chiediamo comunicazione istituzionale con precisazione di invitati e presenti effettivi a quell’incontro.

Stamane, poi, arriva il comunicato del Comune, inviato dal fido Appetiti, che però riguarda un altro incontro, sugli stessi temi, fatto con le associazioni culturali. Apriamo il comunicato e altro non è che una lunghissima dichiarazione di De Angelis che si fa l’articolo sull’incontro. Il seguente: «Rispediamo al mittente le accuse di voler far morire la cultura ad Avezzano, con la consapevolezza che fare cultura non significa essere il braccio armato di qualche corrente politica”. È l’incipit dell’intervento del direttore artistico dell’associazione musicale Harmonia Novissima, Massimo Coccia, nella riunione che ho avuto ieri con alcune delle associazioni che operano ad Avezzano e nella Marsica. Sul tavolo della discussione non solo il futuro del palazzo dell’ex Arssa ma anche la riqualificazione di spazi che si offrono come nuove location per gli operatori della cultura, come piazza del Mercato, che una volta coperta, come è stato previsto dal nuovo progetto da realizzare, potrà essere fruita anche come luogo per spettacoli e rappresentazioni. “Chi opera nel teatro, nella musica e nella cultura”, ha detto Stefania Evandro del Lanciavicchio, “sa quanto Avezzano sia assetata di spazi per esporre, per esibirsi, per creare”. È stato un piacere vedere accolto da tutti, con consapevolezza e senso civico, il trasferimento della polizia locale in 15 stanze di una parte del palazzo dell’ex Arssa, in un’ala che da sempre ospita solo uffici, come peraltro avviene anche nei palazzi storici di tante altre città italiane. Amministrare una città significa fare delle scelte e poco contano le strumentalizzazioni e le polemiche che portano avanti solo poche persone e che però a volte rischiano di fuorviare i cittadini. Presto sarà sotto gli occhi di tutti il fatto che, un centro che ha l’ambizione di diventare luogo e spazio di cultura, diventerà più sicuro grazie alla presenza della polizia locale. Come detto da diversi presenti: “Un presidio di sicurezza, per di più adiacente a un parco frequentato da bambini e famiglie che fino ad oggi hanno lamentato una più assidua presenza di agenti, non può che rasserenare tutti quei cittadini che si sentono parte di una comunità”. Con orgoglio ho ricordato insieme a Maria Paola Giorgi e Gianfranco Lombardi del Comitato per la Comunicazione culturale Città di Avezzano, di quando ero assessore e ci mettemmo a lavoro insieme a tante altre associazioni, per riaprire a tutta la città le porte dell’Arssa, con un evento che aveva l’ambizione di diventare di carattere nazionale. Gabriele Ciaccia, del Teatro dei Colori, ha auspicato l’utilizzo delle restanti 40 stanze, con una calendarizzazione scandita anche con un preciso regolamento. Il tutto con una visione elastica e che punti in alto, in prospettiva di collaborazioni anche con realtà di fuori. Come confermato da Tonino Silvagni del Lanciavicchio, che ben ha suggerito che a poco servono le sedi delle associazioni in un palazzo come l’Arssa che potrà invece diventare uno spazio aperto alle rappresentazioni, come la sua compagnia ha già sperimentato. Flavia De Sanctis ha apprezzato il progetto cui miro e cioè quello di unire grazie anche a pedonalizzazioni e piste ciclabili ragionate, tutti i principali luoghi di cultura della città, dal Castello Orsini, passando per l’ex Onmi, piazza Torlonia e la sua Villa, fino, perché no, all’Aia dei Musei. Ieri ho avuto l’occasione anche di ascoltare l’ing. Giovanni Maria De Pratti, promotore di numerosi suggestivi spettacoli e Francesco Sportelli dell’associazione teatrale Volo del Coleottero. Quest’ultimo da qualche anno opera sul territorio, soprattutto con i bambini. Se questa amministrazione andrà avanti, tornerò dalla Soprintendente regionale Rosaria Mencarelli, che già dalla prima visita ad Avezzano, ho trovato una persona preparata e molto disponibile. Sono certo che grazie al suo apporto riusciremo a intraprendere quella strada di innovazione che merita questa città, facendo delle scelte che puntino l’obiettivo della valorizzazione di Avezzano, della sua storia e della sua cultura. Gabriele De Angelis Sindaco di Avezzano».

Del primo incontro nemmeno una riga o una risposta eccezion fatta per i “non so”, “non ricordo”, “non ho capito” di qualcuno nello staff. Noi possiamo solo notare che, nel secondo incontro, sono stati invitati  Ciaccia, Coccia e Cristofaro (rappresentato da altra persona), tre imprese culturali, che guadagnano e lavorano con la cultura e che hanno già una sede e che del Palazzo Torlonia proprio non hanno bisogno, diversamente, ad esempio, della Pro Loco, che è no profit, che lavora per la città e che una sede propria non ce l’ha. Ma ce ne sono altre che svolgono un compito fondamentale e lavorano in mezzo a mille difficoltà.

A questo punto siamo chiari.

Se De Angelis ritiene di dover parlare solo con chi gli dice solo e sempre «SI», continui pure come sta facendo. Noi “Sissignore” non lo diremo mai, a nessuno. Se vorrà usufruire della nostra informazione, che è anche critica, bene, altrimenti ce ne faremo una ragione, senza troppa fatica. Tutto il resto, onestamente, è noia, come diceva Franco Califano «Si, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia!».

Annunci