CRISI COMUNALE. FORZA ITALIA RIVALUTA IL CENTRALISMO DEMOCRATICO DEL VECCHIO PCI

di Pierluigi Palladini

AVEZZANO – Le vacanze sono finite. Il sindaco è tornato dall’Australia dopo dieci giorni ed ha trovato ad attenderlo una sorta di guerra civile in quella che dieci mesi fa era la sua maggioranza, più l’Udc di Lino Cipolloni e dell’ex nemico Rocco Di Micco, la Lega – Noi con Salvini, dell’avvocato Leonardo Casciere oltre alle “varie ed eventuali” che al momento sono nei desiderata del Sindaco e del suo maggiorente pescarese di FI, Nazario Pagano, tornato al timone degli Azzurri Berlusconiani.

La novità del giorno, però, è rappresentata dalla svolta ideologica di Forza Italia, almeno in Abruzzo e ad Avezzano. È vero che dal discorso di fondazione di Forza Italia e della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi sono passati 24 anni, ma è anche vero che pensare a Fi con un partito che si regola sul Centralismo Democratico, quello onestamente ha del clamoroso.

Per coloro che hanno meno di 35 anni, corre l’obbligo spiegare cosa sia il Centralismo Democratico. Si tratta del sistema ideologico-organizzativo del vecchio Pci (Partito Comunista Italiano). Il partito era diffuso in tutti i territori attraverso sezioni e federazioni provinciali e regionali e la discussione dei temi da affrontare era estesa a tutti, ma alla fine si doveva trovare la famigerata “sintesi” alla quale tutti, dal segretario all’ultimo iscritto, dovevano attenersi.

Contro questo schema, dopo Tangentopoli ed il “rischio” comunista (nel frattempo era crollata persino l’Urss ndr), era sceso in campo l’imprenditore Berlusconi che parlava il linguaggio di chi aveva scelto di essere “liberale in politica e liberista in economia”. Quindi una concezione opposta a quella del Pci e del capo. Uno che comanda c’è ma la libertà prima di tutto. Tanto è vero che il centrodestra si unì, per contrapporsi all’Ulivo di Prodi prima e al Pd di Veltroni poi, nella coalizione “Casa delle Libertà”, prima, e “Popolo della Libertà” poi. Insomma, la libertà una sorta di contro-ideologia più che un valore e il Diritto Supremo.

AVEZZANO Il Sindaco con Aureliano Giffi e Sonia Sorgi

Stupisce e frastorna, quindi, vedere oggi i dirigenti locali e regionali di Fi intimare ai consiglieri comunali di Avezzano (leggasi Vincenzo Ridolfi) di stare attenti a quel che faranno al Consiglio comunale del 24 aprile prossimo sulla vicenda della sfiducia alla Presidente del Consiglio comunale. «Chi voterà la sfiducia – hanno tuonato un po’ alla Togliatti – si ritroverà fuori dal partito» è stato l’avviso pubblicato da Aureliano Giffi e Sonia Sorgi. Insomma, vietato dissentire, vietato criticare, vietato stigmatizzare eventuali comportamenti politicamente ritenuti errati; il capo è il capo, non si critica e non si discute, al massimo lo si adora.

Ma si sa, la Libertà, che per noi resta Il Diritto Supremo, è una brutta gatta da pelare. Spesso bisogna attraversare drammi e dolori per conquistarla, perché la Libertà non la si può regalare a nessuno, ma quando ci si fa la bocca, poi si è pronti a tutto per difenderla.

E poi, tutto questo rigore è sopraggiunto nelle ultime settimane? Ricordiamo ben altra scioltezza e larghezza di vedute quanto, un anno e più fa, sacrificando, o meglio portando alle dimissioni l’allora coordinatore di Fi Maurizio Bianchini che voleva un centrodestra identificabile e di qualità opponendosi alla strana alleanza con l’attuale Sindaco, Forza Italia ruppe il tavolo ufficiale del centrodestra, si mutò in Forza Avezzano a fece parte della coalizione De Angelis, nonostante non sussistesse esattamente l’unanimità.

AVEZZANO Maurizio Bianchini ex coordinatore cittadino Fi

«L’approssimazione nella politica non paga – afferma proprio l’ex coordinatore cittadino di Fi, Maurizio Bianchini –  , abbiamo assistito ad una serie di circostanze che lasciano seriamente pensare che oggi Forza Italia ad Avezzano sia un partito nelle mani di pochi, usato solo ed esclusivamente per fini “poltronistici” e di qualcuno che vuole usare anche questa circostanza ed il simbolo nella speranza di essere rieletto in Regione. Un marchio, insomma,uno strumento. I “sicari” del simbolo berlusconiano – rincara la dose Bianchini – però trascurano che i cittadini difficilmente dimenticheranno quel tradimento alle comunali. Oggi il trasformismo del sindaco De Angelis sta distruggendo quel centrodestra che lui dichiarava essere la panacea di tutti i mali dopo la sentenza del Consiglio Di Stato. Mi auguro che a breve i dirigenti nazionali e regionali di Forza Italia, e di tutto il ricostituendo centrodestra, prendano atto di questo disastro locale e pongano una soluzione diversa a questa falsa identità prima che sia troppo tardi. Per lo schieramento politico e soprattutto per Avezzano che è ferma e paralizzata».

Ma forse il “lib-lab” è questo, ovvero flettere le regole all’occasione. O saltarle. Come i canguri…