L’ASSESSORE PRESUTTI SI DIMETTE, MA SOLO DA FACEBOOK. IL COMITATO COMMERCIANTI CENTRO CHIEDE DI NUOVO AL SINDACO DI PRENDERE POSIZIONE

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di Germanico Patrelli

AVEZZANO – Sembrerebbe che l’assessore Presutti, dalle critiche dei social si sia dimesso, forse spinto da una richiesta del primo cittadino, dettata come: o ti cancelli da Facebook o ti cancello come assessore.

Quindi al “verde” di consensi da parte dei cittadini e richiamato all’ordine, l’assessore ha scelto la strada più semplice, quella di dimettersi dal social più famoso al mondo, cancellandosi da Facebook, limitando i danni a questa amministrazione, che da un anno a questa parte, con la sua comunicazione blanda, ne ha fatti parecchi, un’amministrazione già sotto tono e ormai in calo di credibilità e consensi.

Presutti e De Angelis

Continua a non piacerci, però, il silenzio del Sindaco, che ad oggi non ha preso una posizione ben precisa, sulle varie affermazioni nel tempo del suo pupillo, e che quindi, non prendendone le distanze, ci fa pensare che in fondo ne condivida l’atteggiamento.

Il comunicato stampa del presidente Napoleone e la vice Di Pasquale del comitato centro commercianti, che intendono andare fino in fondo alla poca chiarezza di questa amministrazione nell’eseguire questo progetto di fretta e furia è chiaro e ne riporta quanto segue in risposta alle affermazioni dell’assessore alla stampa:

«L’assessore Presutti risponde, ma non risponde alle accuse di aver postato su Facebook insulti verso i commercianti e i cittadini contrari alla pista ciclabile – ha spiegato Gianni Napoleone che guida il comitato – noi però rispondiamo alle sue affermazioni: non è vero che l’amministrazione è in ostaggio di 20-30 commercianti, perché noi non siamo contrari alle iniziative, noi siamo e saremo sempre contrari solo alle pedonalizzazioni e alle chiusure al traffico senza i supporti adeguati e parcheggi.

Abbiamo invece sempre organizzato iniziative a nostre spese, autotassandoci come per le luminarie natalizie, per rendere più gradevole e accogliente la città. Non è vero che siamo in 20 30 ma citando le parole del sindaco in campagna elettorale ad Avezzano siamo più di 100 commercianti con oltre 3000 lavoratori. Una grande fabbrica con 3.000 dipendenti che investe di suo senza chiedere nulla di finanziamenti e di concessioni gratuite. Una cosa è vera però non esistono solo i commercianti, infatti si sta creando una vera e propria rivolta popolare da parte dei cittadini e residenti del centro che non riescono a capire perché con tante priorità essenziali e urgenti per la città si vogliano spendere i soldi, anche se arrivano dalla comunità europea, per una cosa inutile e dannosa.

È vero il centro è uno spazio che deve essere utilizzato da tutti. E proprio per questo non bisogna richiuderlo, la viabilità è importante, questa amministrazione lo sa bene, dato che in altre zone ha aperto e creato delle strade importanti e vitali per la valorizzazione delle aree.

Ma parliamo ora del fallimento della pista ciclabile della zona nord. Presutti è male informato, non sa che contrariamente a quello che dice è stata classificata tra le prime 30 in Italia ottenendo enormi finanziamenti proprio perché collega svariate zone di interesse come ospedale, poliambulatorio, Inps, poste, stazione, scuole, teatro e Agenzia delle entrate. Nonostante ciò non ha mai funzionato e non funziona neanche ora che sarà collegata alla nuova. La pista ciclabile del centro, invece, non collega nessun servizio di interesse al di fuori del chiosco di piazza Torlonia e dei 20 – 30 commercianti inutili che possono anche andare via».

Noi invece abbiamo preso un esempio di città eco sostenibile, e non viene da molto lontano, né Austria, né Olanda e né tanto meno Città europee di spessore, ma semplicemente un comune italiano di 6653 abitanti della Provincia dell’Aquila in Abruzzo, Castel di Sangro, di cui vi alleghiamo un video che ne è la prova di come possa esserci collaborazione tra cittadini, amministrazione ed eco sostenibilità di una città senza compromettere il commercio, i servizi, inserendolo in un contesto di  “Verde”, ma quello vero e non quello sintetico.

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