“Art.1” SI PRESENTA AD AVEZZANO. ALFREDO D’ATTORRE SPIEGA IL FUTURO DELLA SINISTRA. CASALE (LeU): «ARCHIVIARE RENZISMO E PD»

AVEZZANO – Qualcosa si muove anche nella sinistra avezzanese e marsicana. Dopo i continui rimescolamenti nell’area di centrodestra, con la serie di ingressi e uscite, alleanze e rotture praticamente all’ordine del giorno, a sinistra qualcosa cerca di riaggregarsi a sinistra del Pd.

ART 1 Alfredo D’Ettorre

Un assaggio di questo tentativo potrà essere gustato proprio nella nostra città il 7 settembre, alle ore 17, presso sede Cgil Avezzano. É stata infatti convocata l’assemblea marsicana di Art. 1 con Alfredo D’Attorre, parlamentare della sinistra Pd e, soprattutto, attualmente uno dei principali costruttore di “Art.1” e di LeU – Liberi e Uguali. Si tratta di una assemblea aperta a tutti quanti guardano con interesse alla costruzione di un nuovo soggetto politico di sinistra. Una anteprima nazionale, potremmo dire, di quello che si sta preparando nella sinistra politica italiana dopo l’uscita, ormai due tornate elettorali fa, di Rifondazione Comunista e, ora, dopo il drastico ridimensionamento del Pd con il disastroso risultato elettorale di marzo.

Mario Casale

A darci un’idea di questo progetto che trova ad Avezzano una delle sue prime uscite collettive, è Mario casale, professore, ex assessore nella giunta comunale di Mario Spallone, ex sindacalista ed esponente di punta della sinistra marsicana e regionale.

«É un incontro per confrontarsi su lavoro, equità ed ambiente, aperto a quanti guardano con interesse e passione alla costruzione del nuovo partito della sinistra. Non è ancora una manifestazione veramente pubblica perché l’obiettivo è quello di definire dialetticamente una proposta convincente per interpretare al meglio disagi, insofferenze e sfiducia presenti tra i cittadini e particolarmente tra quelli meno tutelati e più esposti al qualunquismo, al razzismo e in buona sostanza al fascismo.

È anche l’occasione – prosegue Casale – per sviluppare una ragionamento (sì, senza slogan o scorciatoie) sulla esigenza di mettere in campo tutte le risorse e il patrimonio culturale e politico presente nel territorio per costruire un programma locale da presentare alla conferenza programmatica regionale. L’obiettivo di fondo è quello di costruire un nuovo partito della sinistra, ripartendo dal territorio, dai problemi presenti e irrisolti e soprattutto insistendo sul lavoro, l’unico elemento capace di cambiare al vita di una persona, restituendole autonomia, dignità ed emancipazione e libertà di giudizio. Si intende partire dalla eliminazione della ambiguità di fondo rappresentata dal Pd, scambiato lungamente per un partito di centro sinistra che, se si escludono alcuni interventi apprezzabili sulle libertà civili, ha effettuato una politica economica e sociale in contrasto con le esigenze di precari, disoccupati e pensionati, alimentando sfiducia e rabbia nei confronti della politica. Peraltro il trasformismo locale comunale ad Avezzano, con passaggi rocamboleschi da uno schieramento all’altro, evidenzia l’omogeneità dei due schieramenti veramente indefinibili, dove comunque è invisibile la presenza del centro sinistra e inesistente la sinistra. Sotto questo aspetto la responsabilità del PD è drammatica perché ha contribuito a rendere moderato tutto il quadro politico locale e regionale.

Da archiviare – conclude senza mezzi termini Mario Casale – , pertanto, la stagione del renzismo e da archiviare anche l’esperienza risultata fallimentare del PD, costruendo un partito della sinistra, in grado di recuperare un grande patrimonio culturale che ha contributo alle più grandi conquiste sociali del Paese ed interpretare finalmente le passioni, le esigenze e i bisogni del popolo della sinistra. Un percorso non breve, umile e appassionato per riconnettersi con lavoratori, lavoratrici, disoccupati, precari, pensionati e mondo della cultura e dell’innovazione».

Un tentativo assolutamente encomiabile e difficile perché, in sostanza, si tratta di rimettere al centro le idee, le persone, la realtà, un disegno di società e non, come accaduto in questi ultimi dannatissimi 30 anni, sulla persona, sul leader, senza distinzioni di sorta. Insomma, un ritorno alla Politica nel senso letterale del termine, ovvero occuparsi della Polis, della città, e non dei fatti propri.

P.L.P.