L’ASSESSORE CRESCENZO PRESUTTI SOTTO PROCESSO PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA

di Pierluigi Palladini – Germanico Patrelli – Roberta Placida

AVEZZANO – Due ex assessori dell’ex Sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, saranno di fronte il 9 ottobre in Tribunale, uno in veste di imputato e l’altro in veste di parte offesa. Crescenzo Presutti, nel frattempo divenuto assessore all’ambiente ma del successore di Di Pangrazio a Palazzo di Città, dovrà difendersi, assistito dal Presidente dell’Ordine forense Franco Colucci, dall’accusa di diffamazione aggravata col mezzo della pubblica diffusione. Ma questa volta, almeno una, non si tratta di una testata giornalistica.

Per capire la vicenda bisogna tornare al momento del fatto e  ciò che l’aveva preceduto. Il periodo  va dalla fine dell’anno 2015 al 21 giugno 2016. Daniela Stati, ex assessore regionale alla protezione civile con il Presidente Chiodi, fu nominata dall’allora sindaco Di Pangrazio, assessore al verde pubblico. Assessorato nato dallo spacchettamento dell’assessorato all’ambiente. Proprio Presutti era stato per otto mesi circa, titolare di quella carica. Poi Di Pangrazio accolse le dimissioni di Presutti e l’assessorato fu diviso fra Roberto Verdecchia, che mantenne i rifiuti e la viabilità, e Daniela Stati che si occupò di verde pubblico e arredo urbano. Insomma, i prodromi per il titanico scontro elettorale della primavera 2017.

E qui entra in ballo Facebook, la sua potenzialità e la capacità di saperne usare da un lato e di darne il giusto peso dall’altro. Un mix difficile da tenere in equilibrio, ed infatti pochi ci riescono per la gioia degli epatopatologi.

Fra il 18 e il 21 giugno, infatti, stando al capo di imputazione, Presutti, ex assessore, ha pubblicato sul suo profilo Facebook due post distinti. Il primo post diceva: «Se non fai il bando e distribuisci tanti piccoli incarichi a svariate ditte e cooperative (sempre sotto la soglia comunitaria) ti fai tanti amici. Le elezioni si avvicinano. La precarietà rende schiavi. Vale anche per i voucher». Il secondo, invece, recitava così: «Non hai fatto rispettare la legge. Avete frazionato il contratto e fatto affidamenti diretti senza indire gara. In ogni caso osservo che il nuovo codice degli appalti che non comprendete è entrato in vigore a fine aprile. Tu sei stata nominata assessore il 6 gennaio. Ecco la differenza tra noi. Io pretendevo il rispetto delle regole. Così le avete violate. Continuate così…».

La Stati ritenne che quei post non avevano nulla di politico o di polemico, ma che adombravano, al contrario, l’ipotesi di illiceità ed irregolarità a lei attribuite e che, invece, lei sostiene non aver commesso, tanto è vero che alcun procedimento si è attivato in proposito a suo carico. Di qui la querela presentata alla Procura della Repubblica cui sono seguite le indagini e gli accertamenti del caso. Il Pm Andrea Padalino Morichini, concluse le indagini e dispose il processo, davanti al Giudice monocratico, per il reato di diffamazione nella composizione di tutte e tre i commi dell’art. 595 del codice penale. Daniela Stati sarà assistita, come parte offesa, dall’avvocato Alfredo Iacone, mentre, come detto, Crescenzo Presutti sarà difeso dall’avvocato. Franco Colucci, Presidente dell’Ordine Forense di Avezzano.

Una partita che dalla politica è passata sui social e poi in Tribunale. Esattamente il tragitto più sbagliato che si possa immaginare. La democrazia, lo scontro, la polemica, anche la più accesa, in politica presuppone come fondamento irrinunciabile il rispetto fra istituzioni e cittadini, fra chi comanda e chi è oppositore. Se cade questo principio, cade una cosa ben più seria, il contratto sociale della comunità.

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