TRIBUNALI A RISCHIO. LA COMMISSIONE DI PANGRAZIO PRESENTA IL DOSSIER: «LA SALVEZZA DEGLI UFFICI GIUDIZIARI È NEL CONTRATTO DEL GOVERNO SALVINI-CINQUESTELLE. LO RISPETTINO»

AVEZZANO – Tribunali a rischio chiusura, la Regione Abruzzo chiede alla maggioranza “Salviniangrillina” di rispettare il proprio “Contratto di Governo” e di salvaguardare le sedi giudiziarie, così come esplicitato in quel documento pubblico.

È in sostanza questo il punto più clamoroso della relazione della commissione regionale sui Tribunali, coordinata dal Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, e che questa mattina ha presentato i contenuti nel dettaglio. Il documento, come noto, sarà presentato nei prossimi giorni al Presidente Vicario della Regione, Giovanni Lolli, come atto ufficiale della Regione Abruzzo col contributo di tutti gli attori, istituzionali e no della regione e dei territori interessati.

La Commissione è nata con la deliberazione 640/2017 con la quale la Giunta regionale ha disposto l’istituzione della Commissione “Tribunali d’Abruzzo”, in attuazione dell’art. 2, L.R. n. 10/2017. Con successiva nota del 28.11.2017 il Presidente della Regione ne affidava il Coordinamento al Presidente del Consiglio regionale. L’organismo è composto da quattro membri, scelti tra esperti in materie giuridiche e/o dell’amministrazione della Giustizia, indicati da ciascun Consiglio dell’Ordine Forense dei circondari di Avezzano, Vasto, Lanciano, Sulmona e nominati dal Presidente della Regione. Ne fanno parte il Presidente Giuseppe Di Pangrazio (in qualità di coordinatore), l’avvocato Piercarlo Cirilli (Ordine degli avvocati di Sulmona), l’avvocato Franco Colucci (Ordine avvocati Avezzano), l’avvocato Vittorio Meloni (Ordine avvocati Vasto) e l’avvocato Silvana Vassalli (Ordine avvocati Lanciano). Della Commissione è componente anche il Presidente della giunta regionale Giovanni Lolli così come stabilito dalla regionale numero 10 del 2017.

I Presidenti degli Ordini forensi di Avezzano e Lanciano

Nel suo lavoro, durato oltre un anno, prima riunione il 5 dicembre 2017, e svolto in quindici riunioni che si sono tenute a L’Aquila, nella sala “Ignazio Silone” del Palazzo dell’Emiciclo sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo, la Commissione ha acquisito atti e documenti ritenuti necessari per procedere all’esame e alla valutazione di ogni elemento utile a garantire la permanenza dei Tribunali ordinari abruzzesi, e relative Procure, per i quali è stata disposta la soppressione, ovvero al riconoscimento di un nuovo assetto territoriale del “servizio giustizia” da rendere all’Abruzzo attraverso la prossimità ai cittadini dei presidi giudiziari.

La relazione presentata oggi è composta dalla relazione finale e 29 allegati e opera una ricognizione puntuale di tutte le soluzioni emerse dalle diverse audizioni. La Commissione si è espressa per la salvaguardia di tutti i tribunali oggetto della riforma statale, anche perché tale ipotesi era prevista nel contratto dell’attuale maggioranza di Governo.

Le altre ipotesi emerse dallo studio e dall’ascolto di tutti i soggetti interessati sono state:

  • La fusione dei presidi giudiziari di Lanciano-Vasto, inquadrati in un solo Ufficio con competenze ripartite;
  • Lo studio di un’interessante riforma di “aree giudiziarie”, sostenuta dal Comune di Sulmona e rielaborata dal Consiglio dell’Ordine forense di quella città.
  • La proposta del comune di Avezzano, e di 30 comuni marsicani su supporto tecnico dell’Ordine dei Commercialisti della Marsica, che hanno proposto di sostenere il concorso delle spese relative alla salvaguardia del tribunale di Avezzano.

Il Presidente Giuseppe Di Pangrazio

Queste le conclusioni illustrate dal Presidente Giuseppe Di Pangrazio assieme ai componenti della stessa Commissione. Di Pangrazio ha quindi portato a termine il compito che gli era stato assegnato dal Consiglio regionale, attraverso un complesso lavoro durato un anno e concluso con l’approvazione all’unanimità della relazione finale da parte della Commissione. Come annunciato, la commissione consegnerà la relazione finale al Presidente della Giunta Giovanni Lolli e toccherà a quest’ultimo aprire un’interlocuzione con il Governo e il Ministro della Giustizia. Per il Presidente Di Pangrazio: «É stato un lavoro importante e di spessore che ha coinvolto tutte le rappresentanze istituzionali regionali, voglio ricordare che siamo l’unica regione d’Italia che ha deciso di istituire con legge regionale una commissione indipendente che ha prodotto uno studio oggettivo fatto di dati, cifre, studi, che nel fotografare la geografia giudiziaria ha proposto anche un possibile percorso al Governo. Questo studio verrà inoltre da me presentato e condiviso all’interno della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative, così come il Presidente Giovanni Lolli ne discuterà all’interno della Conferenza Stato – Regioni. Il nostro lavoro è stato apprezzato dalle altre regioni e sono certo che diverrà un metodo anche per altre realtà interessate dalla riforma nazionale. La relazione quindi è il frutto di un forte impegno nell’ascolto dei territori a cui è stata data voce, senza nessuna manifestazione campanilistica, ma al contrario sono stati messi in rassegna una serie di atti suggellati dalla condivisione del lavoro della Commissione sostenuta dall’attività giuridica e forense».

Infine il Presidente Di Pangrazio ha annunciato che il prossimo 11 dicembre parteciperà all’incontro promosso dal Ministro Bonafede sugli uffici giudiziari di prossimità, ribadendo che: «Questi sono cosa diversa dal mantenimento rivendicato dalla commissione dei quattro tribunali ordinari d’Abruzzo». Il Presidente ha ringraziato i commissari per la loro presenza e per aver rinunciato ad ogni rimborso spese. La commissione ha operato, infatti, senza alcun aggravio di spesa per il bilancio regionale.

Ora la parola passa la Governo che dovrà decidere se rivedere le proprie posizioni o se, come auspicabile, dare un vero segno di rottura col passato, ascoltare le istanze provenienti dai cittadini e, quindi, lavorare per trovare soluzioni adeguate e il più largamente condivise. Se ciò avvenisse, infatti, potremmo dire di essere davvero in una nuova Repubblica. Sperare non costa nulla e può riservare positive sorprese.

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