CARO AUTOSTRADE. DOPO IL NO ALLA PROTESTA AL SENATO, VIETATO ANCHE IL PRESIDIO DAVANTI AL MINISTERO DEI TRASPORTI. I SINDACI: «NON CI FERMEREMO!»

AVEZZANO – Caro Autostrada, “niet” della Questura di Roma anche al presidio, davanti al Ministero dei Trasporti chiesto dal Comitato dei Sindaci di Lazio e Abruzzo. Dopo aver negato loro il permesso di manifestare davanti al Senato della Repubblica, la Questura ora vieta anche la possibilità di creare un presidio pacifico, una sorta di promemoria, davanti alla sede del Ministro Toninelli.

Questa la nota del Comitato dei Sindaci di Lazio e Abruzzo: «Ancora una volta veniamo “bloccati” nelle nostre azioni da coloro che dovrebbero garantire il rispetto delle istituzioni e favorire le nostre iniziative volte a tutelare i cittadini che rappresentiamo. Non è stato sufficiente l’averci “relegato” a Piazza Vidoni ed averci impedito di manifestare pacificamente davanti al Senato della Repubblica Italiana. Nella mattinata odierna la Questura di Roma non ha accolto la nostra richiesta di creare un presidio permanente h24 davanti al Ministero dei Trasporti di Roma a partire dal prossimo 17 dicembre.

Al massimo, avrebbero potuto autorizzarci “mezza giornata” (al giorno) e neanche tutti i giorni! Dopo esserci attivati per reperire tutte le autorizzazioni necessarie anche presso il Municipio di Roma, ancora una volta dobbiamo registrare un tentativo di negarci il diritto di far ascoltare la nostra voce al Ministro Toninelli e a tutti coloro che hanno preso l’impegno di dare delle concrete risposte alle nostre istanze.

Dal 3 gennaio 2018, ovvero da quando è iniziata la nostra protesta, è trascorso quasi un anno e lo spettro di un nuovo “salasso” è oramai alle porte e, le nostre richieste, ancora non trovano risposte certe e concrete. Alle accuse di una nostra strumentalizzazione intendiamo rispondere a gran voce che “Noi siamo soggetti pensanti e non siamo le pedine di nessuno! Noi rappresentiamo la voce e le difficoltà dei nostri territori!” Nell’attesa di essere ricevuti dal Ministro (l’ultima richiesta di incontro è stata inviata il 10 dicembre) continueremo nella nostra battaglia e non ci fermeremo!».

Resta la speranza, comunque, che prima del nuovo anno si arrivi ad una qualche determinazione in grado di evitare, da parte del gestore, nuove amare sorprese per i cittadini abruzzesi.