NEORURALITÀ: VERSO UN’AGRICOLTURA SOCIALE E DI COMUNITÀ E RETI TERRITORIALI DI “GENUINO CLANDESTINO”

AVEZZANO – È stato presentato nei giorni scorsi, il progetto per la costituzione della “Rete NeoRurale Abruzzese”, promosso dall’Associazione Movimento Zoè-Laboratorio Permanente sull’Ecosostenibilità: un’associazione che da anni si occupa di Educazione Attiva, Salvaguardia Ambientale, Turismo Sostenibile, Agricoltura Sociale e Attività e Terapie Assistite con Animali. Promozione di Eventi Culturali ed Artistici, attraverso linguaggi creativi e modalità partecipate e innovative. L’iniziativa ha raccolto l’adesione di tante persone, e si è svolta nella sede di Officine Sinergiche (ad Avezzano): Associazione Culturale che promuove i principi della sostenibilità, autoproduzione e riutilizzo.

«Tante belle energie, tante le persone che hanno raccolto il nostro invito a sostenere il progetto di Movimento Zoe per la neoruralità. Tanta voglia per far sì che anche nella Marsica si inneschi un percorso che valorizzi i prodotti agricoli naturali e l’artigianato. La cosa più bella è la voglia di incontrarsi di nuovo per iniziare a fare», dicono alle Officine Sinergiche.

Il progetto, tra le altre cose, propone la realizzazione di un calendario regionale di eventi-mercato neorurali e genuini, simili alla Fiera della Neoruralità che si svolge ogni anno a Sulmona.
Roberta Viggiani, una delle promotrici del crowfounding, è intervenuta per raccontare la loro azione sul territorio e il progetto di raccolta fondi.

Un’occasione, oltre che per sostenere il progetto, anche iniziare a creare una rete marsicana di produttori naturali, artigiani, associazioni e consumatori consapevoli.
“È un progetto sociale, il nostro, una comunità in termini sociologici – ha detto nella sua comunicazione Roberta Viggiani- , un laboratorio di ricerca e sperimentazione per trovare nuove soluzioni, locali e trasferibili, adatte ad un mondo in grande e rapido cambiamento. In cui sperimentare nuovi metodi per valorizzare le specificità locali e sostenere le comunità rurali. Metodi in grado di coniugare saperi antichi con professionalità nuove, proponendoci sul territorio con esperienze e percorsi innovativi”.
Il progetto mira a creare un “coworking” tra i vari soggetti per: incontrarsi e confrontarsi; rafforzare la rete già esistente e renderla più visibile e credibile; analizzare i flussi di domanda e offerta; organizzare l’offerta di prodotti e servizi. Un luogo dedicato e operativo, attraverso il quale creare un calendario di proposte e di azioni concrete. Con particolare attenzione all’organizzazione di un evento annuale forte, la Fiera della NeoRuralità in cui accogliere tutti gli attori della Rete NeoRurale abruzzese , disegnando una “mappa” di persone, proposte e realtà funzionali ai nostri obiettivi, che operano nell’ambito agricolo, dell’agro-ecologia, delle aree di multifunzionalità in agricoltura e della Rural Social Innovation : agricoltori, artigiani, bio-architetti ed educatori. E ancora: fattorie didattiche e sociali, agri-asili e agri-nidi, agriturismi, cooperative di Comunitàe chi a vario titolo si occupa di turismo naturalistico ed esperienziale, animatori territoriali (che si impegnano nell’elicitare occasioni di sensibilizzazione in merito ai temi di interesse del progetto e sani momenti ricreativi, d’arte e cultura), istituti di finanza etica.
In collaborazione e sinergia con i g.a.s., le banche dei semi, le associazioni, il Mercato Scoperto di Lanciano, il mondo del consumo critico, gli amministratori pubblici e i privati cittadini.

Ognuno porterà in dote il proprio talento. Ognuno diventerà la forza dell’altro.
Obiettivi ambiziosi sono: -Creazione di un web-coworking in continuo divenire, in cui far convogliare dati e informazioni in merito ai membri della Rete NeoRurale affinché possano mettere in evidenza i propri progetti e le proprie risorse e confrontarsi su temi comuni uscendo dalla solitudine che spesso esiste in ambiti che sostengono modelli alternativi di sviluppo; – Organizzazione di un calendario condiviso di eventi annuali (mercati “animati”, eventi a tema, tavole rotonde, conferenze, piani di consulenza, corsi di buone pratiche e laboratori esperienziali rivolti ai bambini e alle persone con fragilità, altro) mirati ad informare, formare, sensibilizzare a sostegno dell’agricoltura civica e sociale e dell’economia solidale.
Poi espandere ancor più “La Fiera della NeoRuralità”, ormai giunta alla nona edizione e che fino ad oggi si è svolta nell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone – Sulmona (sede centrale del Parco Nazionale della Majella). Mostra-Mercato, nata intorno allo SCAMBIO DEI SEMI, ormai conosciuta e riconosciuta a livello nazionale per i suoi temi e il suo pubblico sempre più numeroso. Un evento che ha creato un varco per approfondire sul territorio argomenti quali: semi antichi, cooperative di comunità, outdoor-education, reti solidali di consumatori e produttori locali, turismo esperienziale, edilizia sostenibile, agricoltura di comunità, altro.
Si è parlato anche di “Genuino clandestino”: le “Reti territoriali di contadini, artigiani, studenti, lavoratori delle comunità rurali e delle città metropolitane, cuochi, attivisti politici, persone e famiglie che fanno la spesa dai piccoli produttori. In modo consapevole ci sentiamo partecipi e attori di questo percorso collettivo. Utilizzando risorse abbondanti come il tempo ed il lavoro umano e risparmiamo quelle preziose come l’acqua e la Terra. Insomma, cercare di vendere i beni nel territorio di produzione, aggiungendogli così il valore del prodotto locale.