CAPISTRELLO. PROCESSO ALL’EX SINDACO LUSI. PRECISAZIONE DI ALFIO CATALDO DI BATTISTA

AVEZZANO – In merito alla vicenda dell’udienza preliminare sul processo all’ex Sindaco di Capistrello Antonino Lusi, che ha portato al rinvio a giudizio dello stesso e di altre 17 persone, riceviamo e pubblichiamo la precisazione del consigliere comunale dell’epoca, coimputato nella vicenda, Alfio Cataldo Di Battista.

Questa la nota inviataci a precisazione della sua posizione all’interno dell’inchiesta e del rinvio a giudizio:«Al sottoscritto, unitamente ad altri consiglieri, vennero contestate le modalità di approvazione di una delibera di consiglio (la n° 22 del 26/11/2011) che riguardava l’assestamento di bilancio, con la destinazione di 38.000 euro ad una cooperativa sociale, la Lybra, che si occupava di pulizia delle strade e di verde pubblico.  Il reato sarebbe consistito, secondo il magistrato,  nell’aver votato un documento privo del parere tecnico, con l’intento di favorire la cooperativa stessa.

Accuse risibili, visto che un consigliere comunale, nell’esercizio delle proprie funzioni, non può che  esprimersi attraverso un voto. In effetti nell’udienza del 2 aprile scorso si era ritenuto di derubricare il punto come non luogo a procedere.

Alfio Cataldo Di Battista

Sorprendentemente però, alla chiusura del 10 aprile scorso, il giudice ha deciso per un bizzarro rinvio a giudizio omnicomprensivo, incentrato tutto sui presunti reati inerenti i lavori del campo sportivo, rispetto ai quali, io, ripeto, sono completamente estraneo.

Non mi consola il fatto che l’udienza fissata per gennaio del 2020, cadrà abbondantemente quando tutto sarà prescritto perché la prescrizione fa tabula rasa di tutto, accomunando buoni e cattivi. La rinuncia alla prescrizione d’altra parte diventa un terno al lotto, ogni avvocato la sconsiglia, e la bizzarra conclusione di questo iter, che mette tutti, indiscriminatamente, nello stesso calderone, ne è la prova provata.

Non so se questo finale pirandelliano sia ascrivibile alle categorie del pressapochismo o dell’indolenza, di certo,  magistratura e stampa non ne escono bene, perché, oltre che arrecare danno gratuito alle persone, fanno molto male anche a chi, queste nobili professioni,  le pratica con professionalità e senso del dovere. – Alfio Cataldo Di Battista».

Noi non possiamo parlare per i magistrati, ovviamente, ma solo per noi. Noi ci limitiamo a dare notizie verificate. Il mancato distinguo delle posizioni è al massimo una imprecisione e nulla più. Abbia dato spazio alla precisazione, doverosa, ma rispediamo al mittente i giudizi di pressapochismo e/o indolenza.

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