AVEZZANO – È stato un sabato diverso quello che hanno vissuto i giovani della diocesi dei Marsi in occasione dell’annuale Giornata Diocesana dei Giovani. Nonostante la forte pioggia che ha bagnato Piazza Risorgimento, i ragazzi dell’equipe di pastorale giovanile diocesana non si sono persi d’animo e all’interno della cattedrale, cuore spirituale della Marsica, hanno messo in scena la Via Crucis dei Giovani.

Tale evento è stato ideato dal servizio diocesano di pastorale giovanile guidato da don Antonio Allegritti e da Elisabetta Marraccini con i preziosi consigli del vescovo di Avezzano mons. Pietro Santoro molto sensibile alla tematica dei giovani. Inoltre, questa sacra manifestazione, vede il contributo dell’ufficio scolastico diocesano, dei cori musicali di San Pelino e Masella, dell’associazione Rendertimi, delle scuole di danza e dei ragazzi delle scuole superiori del capoluogo. Dopo un momento di esitazione dovuto alle pessime condizioni climatiche, si è dato inizio alla Via Crucis. Dall’altare centrale della cattedrale, la croce della GMG portata a spalla dai ragazzi è stata portata quasi alla fine della cattedrale dove si è svolto un toccante balletto fatto dai piccoli.

«Per me – afferma il giovane Giuseppe Salucci – vivere un momento di Via Crucis significa, vivere il senso profondo della Pasqua: ovvero sperimentare le gioie della Resurrezione non dimenticandoci però della Sua passione. In questo mondo in cui andiamo sempre di corsa, la Via Crucis ci invita a fermaci e soprattutto, a riflettere sulla passione, morte e resurrezione di Cristo. Anche se per un giovane costa davvero fatica comprendere cosa sia per davvero questa Via Crucis: ringrazio i ragazzi della pastorale giovanile che hanno contribuito nel far conoscere questo lato della nostra fede».

Successivamente al balletto è iniziata la Via Crucis. I testi delle 15 stazioni quest’anno sono stati scritti da alcuni giovani di un’età compresa tra i 14 e i 19 anni. «La via crucis – riferisce Eugenia Liberatore giovane insegnate- è un momento di grande passione dove noi giovani ci immedesimiamo nelle sofferenze di Gesù. Noto la presenza di tanti ragazzi e soprattutto, si percepisce in maniera molto forte un vivo entusiasmo». Sono state due le innovazioni portate per questo evento: la prima è la giovane età dei protagonisti, ovvero i giovani della diocesi, mentre la seconda premia una dimensione corale, nella quale tante voci danno vita ad una coralità eccelsa di lavoro. “Vedere, incontrare e pregare” sono state le tre caratteristiche che hanno animato i giovani sia nello scrivere le meditazioni e sia nel partecipare.

«È stato un grande momento di fede- afferma don Antonio Allegritti direttore del servizio diocesano di pastorale giovanile- con i giovani di tutta la Marsica! Abbiamo vissuto insieme la bellezza della fede, con una testimonianza sobria e gioiosa nel cuore della cattedrale di Avezzano lungo le strade di Avezzano, guidati dal vescovo Pietro. L’orario scelto, nonostante la forte pioggia, è stato quello del passeggio e degli aperitivi. Nel ricordo dell’agonia di Gesù, abbiamo portato le nostre agonie: la mancanza di lavoro, o ancor peggio di sogni o speranze, le discriminazioni di ogni genere, le solitudini e i cuori talvolta feriti, le abitudini le paure le fedi stanche e le ipocrisie. Abbiamo dato un messaggio di speranza, perché i giovani e i ragazzi rappresentano una società che sa risorgere e che – lo speriamo – sta risorgendo. Essi sono quella parte di mondo che vuole sperare, a costo di viaggiare in direzione ostinata e contraria. Vorremmo testimoniare una fede propositiva e fresca, che non erge barriere e che sta accanto, come il papa Francesco continuamente ci mostra, a chi è caduto, a chi si sente spezzato. La Via Crucis sarà un segno, piccolo ma importante, di questo stile che vogliamo assumere».

I giovani partecipanti e non solo, sono stati messi davanti alla scena fisica della Passione di Cristo nella Via Crucis e soprattutto, hanno percepito il grande sacrificio di Gesù per noi, proprio nel giorno in cui la chiesa cattolica ricorda la domenica delle Palme, porta che apre verso la settimana santa.