AVEZZANO – Incubo finito per un imprenditore marsicano sotto inchiesta a Teramo con l’accusa di false fatturazione per consentire l’evasione di Iva e Tasse.

L’uomo, L.R. 46 anni, di Avezzano, era indagato dalla Procura della Repubblica di Teramo perché, secondo le imputazioni contestate, al fine di consentire l’evasione dalle imposte dirette e indirette, avrebbe emesso, nei confronti di una società a responsabilità limitata, fatture per forniture in tutto o in parte inesistenti, per un importo totale di oltre 2.800.000,00 euro. Il quarantaseienne avezzanese era amministratore di una Srl ubicata nel territorio avezzanese, e nel giugno 2013 aveva subito la perquisizione della abitazione seguita, nel giugno 2015, dalla perquisizione della sede della società, dopo che nel novembre 2014, a seguito di invito, era stato ascoltato in merito all’inchiesta dalla Agenzia delle Entrate di Avezzano.

L’avvocato Fabrizio Ridolfi

La Procura della Repubblica di Teramo, però, a conclusione degli accertamenti, ha ritenuto che l’azione penale non potesse essere esercitata in quanto i riscontri emersi non permettevano in alcun modo di acquisire elementi probatori tali da poter sostenere l’accusa in giudizio. Ciò soprattutto perché, nonostante una approfondita ricerca delle fonti di prova, non era stata rinvenuta alcuna traccia della documentazione fiscale/bancaria/commerciale di supporto, presso le sedi della società interessata dalle indagini, ritenendo il magistrato, al contrario, molto più plausibile il fatto che copia della documentazione di interesse fosse stata rinvenuta presso la stessa società utilizzatrice. Quest’ultima, in effetti, ne avrebbe potuto avere un effettivo beneficio realizzando, unitamente ad altre azioni delittuose, un’evasione d’Iva milionaria. La regia stessa di tali operazioni illecite, per la Procura, doveva essere ricondotta proprio al legale rappresentante della società destinataria delle fatture, nei confronti del quale, infatti, si è andato avanti con il procedimento e successiva richiesta di rinvio a giudizio.

Per tutti questi motivi la Procura della Repubblica di Teramo ha chiesto l’archiviazione del procedimento. Il Tribunale di Teramo, ritenuta la richiesta accoglibile, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di L. R. per infondatezza della notizia di reato. L’indagato era difeso dagli avvocati Fabrizio Ridolfi e Fabio Fafone entrambi del Foro di Avezzano.