“CANTO D’INFINITO” AL CASTELLO PICCOLOMINI DI CELANO. OMAGGIO A GIACOMO LEOPARDI

CELANO – Si terrà domani, nella splendida cornice del Castello Piccolomini di Celano, l’evento “Canto d’infinito, il senso dell’animo”.

castello celano notte

Lo spettacolo tra teatro e musica, passeggiata nell’immortale lirica di Leopardi, nel bicentenario della creazione dell’Infinito, ci sarà domani sera, domenica 11 agosto, a partire dalle 21.00. Ingresso libero.

936c7c60-1cf1-4774-a543-edd7c68dbc39

Con la musica e i testi elaborati da Paola Crisigiovanni, voce di Pino Quartullo, soprano Bianca D’Amore, sassofono Luigi Tresca, contrabbasso Amleto Matteucci e alla batteria Fabio Colella e nell’ambito della sesta edizione “Suoni itineranti lungo antiche mura”, ideata dall’Associazione Musicale La Scala di Seta, in collaborazione con il Comune di Celano e la Fondazione Carispaq, “Canto d’Infinito” è una voce d’amore per i versi di Giacomo Leopardi.

La bellezza della poesia è incastonata tra i pensieri del poeta e la musica; il suo intimo moto affettivo è continua scoperta della grandezza dell’uomo. Né la Natura , impietosa e terribile, né tristi destini riescono a infrangerne l’eterna armonia. Attraverso un nostalgico sguardo rivolto al passato, alla giovinezza, all’infanzia, ai quadri che la memoria disegna dentro il cuore di ogni uomo, il canto diviene Amore e Vita. La melodia è il colore dei quadri sonori che, come fossero finestre, si aprono sul mondo e mostrano i sognanti paesaggi del poeta: dolcezza, immaginazione, sete d’infinito , suoni, cieli, primavere, amori abbracciano la solitudine, la noia, persino la morte. La fraternità umana è l’unica arma che combatte la desolazione e il conforto dell’arte è sollievo per i cuori che anelano alla felicità.

La vastità dello spazio è infinita, infiniti i mondi dell’Universo; nel loro seno è contenuto il senso dell’animo umano che, pur appesantito dai patimenti , dal male e dall’oscuro pensiero della morte riesce a decollare e volare nel cielo tinto d’eternità. E la voce dell’uomo che grida il dolore, diventa dolce melodia se vibra nel sacro spazio del silenzio.