ROBERTO BISEGNA, CUORE ABRUZZESE E METODO TEDESCO

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di Alessandra Prospero

AVEZZANO – Un virtuoso. Questo è il commento più frequente del pubblico che abbia avuto almeno una volta l’occasione di assistere a un suo concerto o a una sua esibizione. Anche il suo curriculum depone in tal senso, poiché racconta di studi internazionali e collaborazioni di alto livello e ampio respiro artistico. Il Maestro Roberto Bisegna, però, si schermisce, perché riservato di natura e convinto, fondamentalmente, che tutto sia frutto dello “studio matto e disperatissimo” di leopardiana memoria. O forse il suo successo è dato anche da un mix ben riuscito tra la tempra tutta abruzzese e il metodo, probabilmente di ispirazione teutonica. Infatti, dopo essersi diplomato con il massimo dei voti presso il conservatorio “A. Casella” dell’Aquila, il musicista avezzanese si è specializzato in Germania, presso Hochschule für Musik di Detmold – città in cui è tornato anche a insegnare. Direttore artistico di una serie di eventi organizzati dall’associazione culturale Mind Over All, famosa anche per Kimera Rock, a soli 35 anni Bisegna è già apprezzato dalle platee e dai critici internazionali come chitarrista e come compositore.

Musicista classico, compositore ed esecutore rifinito e ineccepibile dal vivo. In quale ruolo si sente più a suo agio?

Difficile a dirsi, ciascuno dei due aspetti del mio essere musicista ha un fascino particolare: l’emozione che si prova a suonare dal vivo è differente da quella che si prova a vedere ed ascoltare i propri pezzi prendere vita. Posso sintetizzare che il massimo sia poter suonare i propri pezzi dal vivo e “sbirciare” le reazioni del pubblico.”

La disciplina è fondamentale per chi dovesse decidere di intraprendere la carriera musicale?

Essenziale! Il talento, quello vero, è veramente molto raro. Io personalmente credo di avere molte qualità come sensibilità, costanza e determinazione, ma non talento puro. Quindi tutti i traguardi che ho raggiunto sono stati frutto del duro lavoro e delle lunghe ore di studio.”

Quanto hanno contato gli anni in Germania per la sua formazione?

Hanno contato moltissimo. Premetto che tutti i miei insegnanti in Italia e in particolar modo il Maestro Massimo Delle Cese al conservatorio di L’Aquila sono stati gli artefici della mia solida formazione tecnica e musicale. In Germania, però ho potuto fare quel piccolo passo in avanti che mi ha portato al professionismo: con una cura minuziosa nei dettagli dell’interpretazione musicale, una rinnovata consapevolezza delle mie capacità e una sicurezza nell’esibizione dal vivo che prima di partire era il mio punto debole.

Lei ha collaborato con diversi artisti locali: musicisti, poeti e scrittori. La Marsica in particolare e l’Abruzzo in generale sono terre che favoriscono la cultura musicale?

“La situazione attuale della cultura musicale italiana è già abbastanza precaria e se poi ci rapportiamo a realtà medio-piccole come l’Abruzzo e la Marsica le cose peggiorano parecchio. Voglio però rimanere fiducioso, sogno che il futuro della Musica torni ad illuminarsi come merita. Ci vorrebbero delle politiche mirate ed incisive! Me lo auguro soprattutto per i numerosi talenti di cui la nostra terra è piena, che all’estero competono con i migliori musicisti del mondo e invece qui sono poco valorizzati.”

Nell’ottobre del 2015 è uscito il suo primo album dal titolo “Dialoghi”. Che significato ha avuto la sua realizzazione?

““Dialoghi” è la fotografia di un periodo che racchiude importanti esperienze, un momento di coscienza, ideale per comunicare serenamente con tutte le musiche, intese come emozioni.  È parlare con il proprio strumento e con i suoi colleghi, e quindi con gli stili che essi rappresentano, dalla musica classica, attraverso il jazz, la musica leggera, per viaggiare verso assenze di definizioni. “Dialoghi” è tutto questo, è voler discorrere con le opere di due grandi musicisti e compositori, Pat Metheny ed Ennio Morricone, per cercare di imparare da loro per continuare il cammino che porta a migliorare. È dialogare con i musicisti che hanno partecipato al progetto, che lo hanno completato con le loro interpretazioni, intese anch’esse come emozioni.”

Quali sono gli ultimi progetti a cui ha lavorato e quali quelli futuri?

Tra i progetti portati a termine sono da menzionare gli ultimi due nati dalla collaborazione più che decennale con lo scrittore, poeta, autore Federico Del Monaco: l’audio-libro “Il dolcetto salvamondo” (una favola dolcissima per ragazzi) e lo spettacolo teatrale omaggio ad Ignazio Silone “Tra le righe”. Tra i progetti futuri c’è sicuramente “Circles” un disco in uscita nei prossimi mesi, musica per cortometraggi, video-poesie e concerti dal vivo.”

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