DRONI: SPAZI AEREI E COMPETENZE, FACCIAMO CHIAREZZA

I comuni non hanno competenze sugli spazi aerei

AVEZZANO – Il Codice della Navigazione, dall’art 743 in poi, parla chiaro: L’ENAC è l’unico soggetto a porre in essere eventuali limitazioni di spazio aereo, ed eventuali variazioni alle limitazioni poste, potranno essere disposte sempre da ENAC.

Apriamo con questa precisazione, in quanto in qualche caso (pochissimi per ora), i Comuni hanno emanato delle specifiche restrizioni o divieti, relativi al sorvolo con apparecchi unmanned (droni) sui propri territori o parti di esso. Ciò ha provocato notevoli scompensi nella crescente attività di volo, in quanto, i piloti rispondono unicamente ad Enac e non al comune. Tuttavia si è verificata l’emissione di ordinanze comunali che vietavano l’attività di volo dei droni. Preme precisare che anche se apparentemente motivate, tali emanazioni non risultano legittime. Se il Comune vuole inserire delle restrizioni o interdizioni al volo deve fare esplicita richiesta motivata ad ENAC (Codice della Navigazione). Quest’ultimo deciderà se accettare o rigettare. Non ultimo il caso di Firenze, nel quale il Comune, per l’attività di volo, ha addirittura richiesto la compilazione di una SCIA con pagamento di diritti. Questa le batte tutte. Il sopracitato articolo consente unicamente ad ENAC la gestione degli spazi aerei, e anche ENAC ha più volte ricordato la propria posizione in merito.

Potrebbero, in definitiva, trattarsi di casi isolati, ma se così non fosse, i comuni sono invitati ad informarsi sull’argomento, onde evitare spiacevoli quanto inutili controversie tra Enti e operatori del settore.

La questione, quindi, va seguita anche dalle associazioni pertinenti, in maniera da chiarire da subito le posizioni in gioco sull’argomento.

Restate sintonizzati.